Viterbo – Quando si dice il genio. Nel giorno di Ferragosto in cui mostre e musei fanno gli incassi record, che fa il comune di Viterbo? Che fa? Semplice. Tiene chiuso il museo civico. Il museo di Sebastiano del Piombo.
Sì, il museo, con due opere di Sebastiano del Piombo, quelle di Andrea della Robbia e Pastura, la collezione etrusca di Luigi Rossi Danielli, a Ferragosto è chiuso. Un turista che viene a Viterbo per la Pietà di Sebastiano del Piombo non può vederla. Un quadro di cui Vasari dice: “Fu con molta diligenza finito da Sebastiano, che vi fece un paese tenebroso molto lodato, l’invenzione però ed il cartone fu di Michelangelo”. Il che significa che ci mise le mani uno dei giganti della storia della pittura. Ed è il frutto di una amicizia che andò oltre l’amicizia. Amicizia che sancì un’alleanza contro Raffaello. Un’alleanza che produsse, tra l’altro, proprio un’opera meravigliosa e potente come la Pietà.
Sebastiano del Piombo che a Roma era una delle tre star della pittura rinascimentale con Raffaello e, appunto, il “terribile” e poderoso Michelangelo.
Bravi! La nuova giunta dà un segno chiaro di quale sarà la sua politica culturale. Zero efficienza e zero idee. Non ci voleva un genio per capire che il museo civico a Ferragosto doveva rimanere aperto. La mostra su Tutankhamon ieri ha fatto oltre 500 presenze. Bene sembrano siano andati gli altri musei. Almeno secondo i loro standard. Ebbene, chi è che manca? Il museo comunale. Un danno per il museo stesso ma anche per il sistema Viterbo. Perché nelle città normali, leggi Siena, anche i politici più cretini hanno capito che ogni giacimento artistico – culturale dà forza all’altro. A proposito nelle città d’arte e cultura, in quelle vere, ci sono i biglietti unici per tutti i musei o di gran parte. E a Viterbo?
Insomma, basta chiacchiere e fesserie come abbiamo sentito da alcuni esponenti della nuova giunta, iniziate a lavorare! E fare almeno le cose più banali come tenere aperti i musei nei giorni di punta.
Carlo Galeotti
Ps. Perfino il cartello che indica la chiusura del museo a Ferragosto è una vera vergogna per come è scritto e per come è stato esposto. Dentro una busta di plastica, scritto da cani su una precedente scritta sbianchettata e piantato sul portone in legno, non so quanto antico, ma comunque di un qualche pregio, fosse anche nuovo. Un disprezzo per la semiotica e per le cose degno di altri tempi. Grazie alla nuova giunta…




