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Speranza di vita, la Tuscia in forte crescita

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Tuscia

Cresce la speranza di vita nella Tuscia

Viterbo – 82,1 anni. Questa, secondo l’Istat, era l’aspettativa di vita alla nascita di un abitante della Tuscia nel 2016.

Un valore che mantiene Viterbo nella parte bassa della classifica delle province più longeve d’Italia, ma che, se confrontato con quello degli anni precedenti, denota una crescita quasi da primato. 

L’indicatore della Tuscia rimane inferiore a quello complessivo del Lazio (82,7 anni) e a quello nazionale (82,8). A livello regionale, peggio di Viterbo fa solo Rieti, con 81,8 anni, mentre Roma si attesta a 82,9, Frosinone a 82,2 e Latina a 82,6.

Tuttavia, tra il 2015 e il 2016 la speranza di vita nella città dei Papi è salita di un anno esatto, da 81,1 a 82,1. Un’impennata che ha pochi eguali in tutta Italia e che pone Viterbo in forte recupero sulle altre province laziali, anch’esse tutte in crescita.

La classifica nazionale dell’aspettativa di vita è comandata da Firenze e Rimini con 84,1 anni, mentre in coda al gruppo ci sono Napoli e Caserta con 80,7.

La Tuscia brilla in maniera particolare per quanto riguarda il tasso di mortalità infantile, tra i dieci più bassi d’Italia, con un valore dell’1,2 per mille. Nettamente meglio della media laziale e nazionale del 2,8 per mille e delle altre province della regione: 2,7 per mille a Rieti, 2,8 a Roma, 3,1 a Frosinone e 3,5 a Latina.

Leggermente superiore al valore nazionale il tasso di mortalità per incidenti stradali, con vittime dai 15 ai 34 anni. A Viterbo siamo a 0,8 ogni 10mila residenti, mentre la media italiana è di 0,7. Si attestano su 0,8 anche Frosinone e il complessivo del Lazio, mentre Roma è a 0,7, Latina a 1,2 e Rieti a 1,6.

Per quanto riguarda la mortalità per tumore, la Tuscia nel 2014 (ultimo anno di rilevamento dell’Istat) ha fatto registrare 8,9 casi ogni 10mila residenti tra i 20 e i 64 anni. In Italia il valore medio è salito a 9 e nel Lazio a 9,3, con Latina e Frosinone a 9,9, Roma a 9,2 e soltanto Rieti a migliorare il dato viterbese, con 7,4.

La maglia nera regionale, invece, Viterbo la ottiene nella mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso, per residenti dai 65 anni in su. Ogni 10mila abitanti, nella Tuscia si sono contati 27,7 casi. Comunque meglio della media nazionale di 27,9, ma peggio di tutti gli altri indicatori legati al Lazio: 21,1 a Rieti, 21,4 a Frosinone, 23 a Roma, Latina e nella media complessiva regionale.


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