Viterbo – È ancora ricoverata al Bambino Gesù di Roma, la bimba di due anni con gambe e braccio spezzati. Da lunedì all’ospedale pediatrico della Capitale, quando è stata trasferita dal Belcolle con l’elisoccorso, i medici le hanno dato una prognosi di trenta giorni. Il che farebbe presupporre che, fortunatamente, quelle ferite multiple agli arti, seppur gravi, non le abbiano causato danni permanenti.
“Ferite sospette” per i sanitari, che hanno subito attivato il codice azzurro dedicato alle fasce fragili della popolazione. Tra cui i bambini sotto ai 14 anni. Ricoverata la piccola, arrivata d’urgenza al pronto soccorso di Viterbo con la madre, sono stati informati i poliziotti della squadra mobile. Già lunedì erano al Belcolle, anche con i servizi sociali, dove hanno acquisito le cartelle cliniche. Due, perché la bimba era stata ricoverata pure il 23 agosto. Sempre per una frattura. Ma a una spalla, che la madre dirà essersi procurata con una caduta accidentale da un’altalena.
Quattro giorni dopo di nuovo in ospedale: la bambina era sofferente e aveva gli arti gonfi. Subito sottoposta a tutti gli accertamenti del caso, tra cui le radiografie, i medici le hanno riscontrato le gambe e il braccio spezzati. Più di una le ipotesi. O un nuovo incidente o delle fratture collegate alla prima presunta caduta o la più terribile: che qualcuno abbia fatto del male alla piccola, più o meno volontariamente. Solo la documentazione sanitaria, eventuali perizie, gli approfondimenti medici e le indagini degli inquirenti scioglieranno i dubbi.
Il caso è affidato alla pm Eliana Dolce che, dopo aver passato al vaglio le cartelle cliniche, deciderà se aprire un fascicolo d’inchiesta, con quale ipotesi di reato, se iscrivere qualcuno nel registro degli indagati o se archiviare il fatto come non costituente reato. Ciò che è certo è che, per il momento, ancora nessuno è stato sentito dagli inquirenti.
A Tusciaweb un testimone, che era al Belcolle quando la bimba è arrivata al pronto soccorso, ha raccontato: “L’ho vista con i miei occhi, e che pena mi ha fatto. Con lei c’erano un uomo e una donna, che piangeva e che ho consolato. I due, con altri due bambini al seguito, non si sono parlati per tutto il tempo”. La donna era sicuramente la madre della piccola. L’uomo, forse, un conoscente. Perché il padre della bimba, nata nel 2016, è in Romania. Mentre la mamma, la bimba e il fratellino di poco più grande sono a Viterbo solo da alcuni mesi, ospiti di connazionali.

