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Un milione di danni e cinque mesi per ricostruire

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Bologna – Un morto, 145 feriti, un milione di danni e cinque mesi per ripristinare la circolazione sul raccordo autostradale di Bologna. Sono i dati della tragedia che lunedì ha sconvolto il capoluogo emiliano, quando dopo un incidente un’autocisterna contenente Gpl ha preso fuoco provocando un’esplosione.

Un’apocalisse in cui anche le forze dell’ordine contano i propri feriti. Tre poliziotti e undici carabinieri sono rimasti coinvolti nell’esplosione che, venti minuti dopo il gravissimo incidente, ha lanciato detriti di asfalto e di auto a centinaia di metri di distanza.


Le drammatiche richieste d’aiuto e il racconto del camionista sopravvissuto



Un inferno in cui l’agente di polizia Riccardo Muci si è gettato con la semplicità di chi pensa solo al proprio dovere. È sceso in strada, sotto il cavalcavia, cercando di bloccare il traffico e di far allontanare le persone da un luogo che, aveva intuito, diventava ogni istante più pericoloso.

La stessa semplicità con cui gli agenti della stradale Emmanuele Cascella e Giacomo Chiriatti, al termine del servizio mattutino, a un passo dalla caserma, hanno deciso di tornare indietro e di dirigersi verso una colonna di fumo visibile a chilometri di distanza. Lì c’era sicuramente qualcuno in pericolo. Lì c’era il loro dovere.


Il tamponamento, l’incendio e la tremenda esplosione



I tre ragazzi se la sono cavata con ustioni di primo e secondo grado. I complimenti del premier Giuseppe Conte e il ringraziamento di un’intera nazione.

Il morto è il conducente della cisterna. L’ipotesi della procura è che si sia distratto o abbia avuto un malore. Sullo sfondo il colpo di sonno. E per avvalorare queste ipotesi verranno fatti accertamenti sui tabulati telefonici della vittima per capire se fosse al telefono al momento dello schianto.



Antonio Verdicchio, 45 anni, è invece il camionista alla guida del mezzo che è stato tamponato dall’autocisterna. Verdicchio sa di essere fortunato. È già stato dimesso dall’ospedale e ora è a casa con la sua famiglia in provincia di Caserta, insieme alla moglie e ai figli.


L’intervento dei soccorritori



Verdicchio ha girato un video su Facebook per tranquillizzare gli amici: “Sono un po’ acciaccato, ma tutto a posto. Il lupo è ferito, ma non è morto”.


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