Vallerano – Questa sera nella piazza del Colle alle 21,30, a un anno dalla scomparsa, Vallerano ricorderà Giorgio Rapiti proiettando una commedia in dialetto “patalocco”: “Congerto pé mmorto e ffamija pé mmodo de ddì” di Dedi da Vallerano.
In questo lavoro la collaborazione di Giorgio fu veramente fondamentale curandone sia la scenografia che come tecnico del suono e luci che includeva anche gli effetti speciali. Un vero genio dell’improvvisazione capace di risolvere qualsiasi difficoltà o eventualità si creasse.
Naturalmente è solo un piccolo contributo necessario, direi doveroso che tuttavia non colmerà la mancanza di vuoto lasciato, presente ed acuto ad ogni manifestazione paesana da qualcuno ogni tanto si sente ripetere ad alta voce: “Qui ci sarebbe voluto Giorgio”.
Per chi non l’abbia conosciuto è difficile farne un ritratto veritiero si può solo tentare di mettere in evidenza quegli aspetti di sé che amava mostrare, pure essendo sempre se stesso, una franchezza che traspariva nel dialogo che si ampliava dai fatti quotidiani per naufragare nella filosofia e metafisica se non proprio nell’aspetto religioso, dove Giorgio come “spirito libero”, anche da se stesso, teneva a mantenere un certo distacco, sottolineando l’aspetto pragmatico insito nell’uomo sempre come possibilità della possibilità.
Il titolo della commedia parla di un concerto per un morto ma riesce ancora difficile considerarlo tale, anzi anche questa sera sarà evidente lo zampino di Giorgio, soprattutto se ci sarà qualche contrattempo.
Era solito infatti tenere tutti col fiato sospeso fino allo scadere del tempo massimo, e alla fine riusciva a regalare molto più di quanto gli era stato richiesto, la sua creatività trasbordava, era imbattibile nell’aggiungere qualcosa nel suo stile scanzonato e inconfondibile.
