Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Mi chiamo Angelo Valentini, noto ormai alla vostra attentissima e professionale redazione per le mie molteplici segnalazioni tutte documentate da foto, di degrado, pressapochismo, disservizi e sporcizia in cui versa, ormai da immemorabile tempo, questa nostra città, cantata da Dante (per il Bullicame), città d’arte, cultura, non a caso sede di una delle migliori università italiane, famosa per il termalismo, privato naturalmente.
Città che ha l’onore e il vanto di aver visto nascere, crescere e morire Santa Rosa che da appena fanciulla ebbe la forza e il coraggio di scagliarsi, naturalmente con parole preghiere e miracoli, contro Federico II, l’invasore di Viterbo e per questo combattuto dai viterbesi stessi.
Una fanciulla che pur di servire in clausura il signore, vistasi rifiutare il suo ingresso in monastero ebbe a dire: “non mi avete voluta da viva, mi avrete da morta” infatti fu sepolta nell’allora monastero di Santa Rosa. Sin da allora e anche pima naturalmente abbiamo avuto fulgidi esempi di santi, poeti, scrittori, che con il loro lavoro, impegno la loro forza e il loro “grido” hanno sempre vantato e dimostrato orgoglio nell’essere viterbesi.
Purtroppo ormai da molto tempo e con rapido susseguirsi di eventi, Viterbo è diventata la dépendance della striscia di Gaza.
Io ormai sessantenne, ricordo che alle famose “Monachelle” dove ho avuto l’onore di conseguire la licenza elementare, negli atri degli ingressi prima di salire le rampe di scale, trovavano spazio affissi ai muri, colorati, grandi e funesti manifesti raffiguranti l’immagine di un bambino con ben in evidenza le braccia fasciate, per via delle mani amputate dallo scoppio di ordigni bellici. Parlo del 1963: la guerra era finita, certamente, ma solo da 18 anni e ancora venivano alla luce mine e bombe inesplose, magari giacenti sotto un cumulo di terra dove i ragazzi di allora andavano a sfrugugliare. I manifesti appunto mettevano in guardia dal non toccare assolutamente eventuali corpi strani metallici ritrovati a terra.
Tutto questo preambolo è per denunciare appunto lo stato in cui versa Viterbo. Il vostro seguitissimo giornale online riporta ogni giorno un bollettino di guerra aggiornatissimo e sempre con notizie fresche.
Pedoni che rischiano la vita perché le strisce sono scolorite ormai dalla seconda guerra mondiale; sporcizia ovunque in ogni angolo della città; lampioni divelti, strade che ancora risentono degli ultimi bombardamenti su Viterbo del 1944, tombini otturati che quando piove sembra di stare alle foci dell’Eufrate, inondazioni, laghi per le strade.
Sistematico spaccio di droga in ogni dove. Paura di uscire di casa per via di scippi, molestie e fastidi. Controlli inesistenti, salvaguardia dell’ambiente zero. Mezzi pubblici vecchi, fatiscenti, inquinanti e sistematicamente rotti. Controllo del biglietto dei passeggeri non pervenuto.
Degrado delle periferie, ma del centro pure; strade cittadine che la notte ospitano gran premi di Formula 1. Solo di notte? E tante tante tante altre cose.
E i politici cosa fanno? Litigano! Infantili scontri tra capo dell’esecutivo e consiglieri di minoranza, continui, vuoti di tutto, solo fango. Consiglieri che prendono le difese dell’uno o dell’altro. Scambi di parolone: io qui, tu là, lui si dovrebbe scusare con lei, con lui, con l’altro.
Politici con impegni istituzionali all’interno dell’amministrazione, che per festeggiare (non so cosa ci sia poi da festeggiare), vanno a fare il bagno in mutande in una delle fontane più belle di questa nostra città medievale così maltrattata e deturpata. Tanto basta dire che mi autosanziono e tutto passa. Il dio denaro “manna l’acqua pell’insù….” dicevano i vecchi saggi piascaranesi e non solo.
Signori e non sono mica queste le regole di un popolo che si reputa civile.
Non sono mica queste le linee guida che gli amministratori devono dare. Da sempre, chi esce vincitore da una consultazione elettorale deve passare dalle promesse ai fatti. Con questo non voglio colpevolizzare solo questa amministrazione, certo ora la città è guidata da una coalizione di centrodestra e quindi i primi sotto scacco sono loro. Purtroppo a Viterbo ne abbiamo viste di nefandezze, scempi, non rispetto per nulla, anche da altri schieramenti politici risultati vincitori alle consultazioni elettorali.
Fa male vedere e vivere una città così. Fa male assistere inermi e impotenti all’avanzare di orde barbariche, quali: droga, inefficienza maleducazione, pressapochismo, incertezza del futuro anzi paura dello stesso, disservizi, promesse non rispettate, litigi sensa senso, in somma per dirla con una parola: il non fare.
Il geometra Briatore, noto imprenditore italiano, in una recente intervista, all’incalzante richiesta della giornalista circa una sua eventuale discesa in politica ebbe a dire: “La politica non fa, io sono uno che faccio, quindi la politica non fa per me”. Frase forse sin troppo estrema, ma sicuramente con un fondo di verità.
Grazie per l’ attenzione. Auguro e spero in un proficuo lavoro da parte di chi di dovere e a voi. E speriamo che il tutto ricominci dal “Sollevate e fermi” del 3 settembre.
Angelo Valentini
