Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ancora cinghiali a spasso per il centro abitato, a Viterbo torna l’allarme.
Ancora numerosi avvistamenti di cinghiali questa notte, in particolare in tutta la zona che circonda la valle dell’Arcionello, l’area naturale che fu salvata anni fa dalla cementificazione con una epocale battaglia civile, che sarebbe dovuta diventare un parco, anzi “il” parco di Viterbo, e che invece è diventata solo un rifugio per ungulati urbani.
I residenti delle vie in questione, secondo cui quella dell’Arcionello è diventata una vera e propria riserva per cinghiali, si schierano con Coldiretti. Questa notte si sono verificati diversi avvistamenti sulle strade, con gli autisti preoccupati di dover evitare alcune decine di animali che si erano riversati in strada.
I residenti hanno paura che questi animali possano attaccare un abitante, facendolo cadere oppure impedendogli di entrare in casa, come è giù successo in passato. Le femmine con i piccoli sono poi le più aggressive e divengono intolleranti agli umani.
Ultimamente molti cinghiali sono riusciti a penetrare nelle proprietà private scavando sotto le reti di recinzione e fermandosi davanti agli ingressi delle abitazioni.
“Terrorizzano tutti – commenta il presidente di Coldiretti Pacifici – e in più lasciano sul terreno i loro escrementi, veicolo di malattie, senza contare i danni che provocano alle proprietà. Dell’agricoltura abbiamo ampiamente parlato, ma qui si parla di salvaguardia delle persone e dei bambini.
I raccolti sono sempre sotto attacco, ma gli ungulati sono ormai fuori controllo e si spingono in città quotidianamente. I cinghiali si aggirano per le strade, spaventando gli automobilisti con il rischio di provocare incidenti.
E’ vero, ci sono i cartelli con scritto ‘Attenti ai cinghiali’ , ma siamo in città e non in campagna, e le strade dovrebbero essere percorribili e sgombre da questo genere di pericoli”. Coldiretti è in prima linea – prosegue Pacifici – per aiutare a risolvere il problema, ma l’assessorato all’agricoltura della regione Lazio è immobile ed inefficiente e non sa che pesci prendere.
Federazione Provinciale Coldiretti Viterbo
