Viterbo – Fermato con oltre un chilo di cocaina in macchina sulla Cimina, gli sono stati concessi gli arresti domiciliari col braccialetto elettronico, in quanto il presunto spacciatore è genitore affidatario di un figlio in tenera età, convivente col padre a casa dei nonni.
E’ il viterbese di 33 anni arrestato dai carabinieri del Norm della compagnia di Viterbo mentre viaggiava sulla strada Cassia Cimina a bordo di una vettura di grossa cilindrata.
I militari, che stavano effettuando un posto di controllo dinamico, si sono insospettiti per l’atteggiamento assunto alla vista della pattuglia. Una giusta intuizione, dal momento che in macchina nascondeva un chilo e cento grammi di stupefacente, ben undici etti di cocaina.
L’uomo, che fa l’operaio per un’azienda del capoluogo, è comparso ieri davanti alla gip Rita Cialoni che ha convalidato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Il giudice per le indagini preliminari ha quindi accolto, nonostante l’ingentissima quantità di droga sequestrata, la richiesta di arresti domiciliari avanzata dal difensore Roberto Alabiso. Il legale ha per l’appunto sollecitato il magistrato a tenere conto del fatto che il 33enne è genitore affidatario di un minore con il quale convive a casa dei suoi genitori.
Il sostituto procuratore Eliana Dolce aveva chiesto la misura di custodia cautekare in carcere. Il gip ha disposto i domiciliari, rafforzati dall’obbligo del braccialetto elettronico, per il controllo a distanza.

