Caprarola – “Aurora aveva appena quattro anni e nonostante il tumore sorrideva sempre”. Sono passati quasi quindici anni dalla sua morte, ma quando parla della sua sorellina Anastasia Pecorelli fatica a trattenere le lacrime.
Non potrebbe essere altrimenti: perdere una persona così importante in un età così tenera provoca un dolore talmente grande che per chi non ci è passato rimane difficile anche parlarne.
Oggi Aurora avrebbe compiuto 19 anni. La dolce bambina di Caprarola sarebbe diventata una giovane donna e sicuramente avrebbe sorriso alla vita così come faceva nel reparto di oncologia dove era in cura.
L’anno scorso, per celebrare in maniera speciale il compleanno della sorella scomparsa, Anastasia Pecorelli ha dato vita a una bellissima iniziativa: creare un carro allegorico da far sfilare per le vie del paese durante la sagra della Nocciola.
Il carro, completamente di carta pesta, raffigurava un’aliena movibile che teneva tra le mani una nocciola. Un’aliena verde, come i 18 anni che avrebbe dovuto compiere Aurora.
Quest’anno, spinta dall’affetto e dalla voglia di non dimenticare, Anastasia Pecorelli ha voluto ripetere l’iniziativa con un secondo carro ispirato al film ‘Freaks’ di Tod Browning.
“Lavorando nei reparti oncologici del Bambin Gesù e facendo giocare i bambini ho capito l’importanza di rendere gli altri felici – racconta Anastasia Pecorelli –. Il carro si chiama ‘La nocciola magica’ ed è per tutte le persone che si sentono diverse, escluse.
L’ho costruito con la collaborazione preziosa del gruppo del carnevale di Civita Castellana ‘I Jamaicani’ e del mio fidanzato. Grazie a lui non mi sono sentita mai sola. Molte volte a causa dei problemi e degli ostacoli mi è venuta voglia di lasciare, lui mi è stato vicino e ha creduto in me prima ancora che lo facessi io.
Il carro rappresenta un circo. Un circo dei sogni, dove realtà e illusione si fondono. Ha il piacevole compito di liberare la testa senza pretese e con un pizzico di magia. La spensieratezza è il suo motto principale.
Ognuno può raccontare la sua storia sotto questo tendone rosso immaginario battuto dal vento, illuminato dai fari e dominato da un grande lupo. Il lupo fa capire che la vita, anche se ti trovi da solo, va avanti. Dobbiamo sempre aver fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità”.
Samuele Sansonetti




