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Bomba all’aeroporto, esercito in azione per il disinnesco

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Bomba all'aeroporto - Inizio operazioni di bonifica

Bomba all’aeroporto – Inizio operazioni di bonifica

Bomba all'aeroporto - Ordigno disinnescato

Bomba all’aeroporto – Ordigno disinnescato

Bomba all'aeroporto - fase di preparazione

Bomba all’aeroporto – fase di preparazione

Bomba all'aeroporto - Forze dell'ordine baschi azzurri controllano i varchi

Bomba all’aeroporto – Forze dell’ordine baschi azzurri controllano i varchi

Viterbo –  Questa mattina, all’interno dell’aeroporto Fabbri, gli artificieri dell’Esercito provenienti dal sesto Reggimento Genio Pionieri di Roma sono intervenuti per attuare le operazioni di dissotterramento, disinnesco e brillamento dell’ordigno bellico risalente alla II Guerra Mondiale.

L’ordigno, rinvenuto lo scorso 24 agosto dai Baschi Azzurri dell’Aviazione dell’Esercito, in un’area compresa tra il primo Reggimento “Antares” e il Comando Sostegno dell’Aviazione dell’Esercito, è una bomba d’aereo americana armata e non in sicura, di 100 lbs e contenente 35 Kg di tritolo.

Terminate le operazioni di delimitazione dell’area e di segnalazione dell’evento, unità dell’Esercito hanno operato in sinergia e collaborazione con tutte le autorità competenti sul territorio.

Nel giorno in cui i viterbesi si preparano a festeggiare Santa Rosa, patrona della città, prefettura, comune, Esercito, aeronautica militare, forze dell’ordine e protezione civile hanno lavorato all’unisono, ognuno per la propria sfera di competenza, per definire nel dettaglio tutte le misure di sicurezza da attuare per garantire l’incolumità dei cittadini.

Le operazioni di evacuazione, iniziate alle 6 del mattino, hanno interessato un raggio di 1,5 Km dal punto di rinvenimento dell’ordigno, coinvolgendo circa 750 persone tra cui gli ospiti della Casa di Cura “Nuova Santa Teresa”.

Al termine dell’evacuazione, gli artificieri del sesto Reggimento Genio, hanno dato inizio alla prima fase dell’operazione, la più delicata e rischiosa: il disinnesco dell’ordigno. L’operazione consiste nella rimozione delle spolette (due congegni meccanici posti all’estremità della bomba che ne determinano l’esplosione).

Di seguito la bomba, ormai un involucro di metallo ma contenente ancora l’esplosivo, è stata trasportata in un’apposita zona dell’aeroporto e depositata all’interno di un “fornello” (cavità nel terreno). Qui è avvenuto il brillamento dell’ordigno, azionato da un operatore Eod (Explosive Ordnance Disposal) dell’Esercito, dalla torre di controllo dell’Aeroporto, attraverso un comando elettrico a distanza. Le operazioni si sono concluse alle 16.

L’Esercito negli ultimi dieci anni ha svolto oltre 35mila interventi di bonifica di ordigni inesplosi su tutto il territorio nazionale, confermando, grazie alle sue capacità dual use, di essere un’istituzione solida, coesa ed efficiente, sempre pronta a intervenire per la sicurezza interna ed esterna del Paese.


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