Viterbo – Giotto è un cane che aveva quasi perso la voglia di vivere. Cocker spaniel di razza purissima, la sua unica colpa nei confronti del genere umano è stata quella di avere una malformazione alle zampe.
In casi come questo, solitamente, gli allevatori regalano gli esemplari che per via del difetto perdono il valore commerciale.
Probabilmente Giotto ha fatto questo percorso e il suo padrone, o presunto tale, lo ha abbandonato nei boschi tra Tobia e San Martino al Cimino, in balia di sè stesso per via di quel ‘problema’ che avrebbe sicuramente colmato con la dolcezza che qualsiasi cane regala al suo umano.
In quei boschi della Tuscia il piccolo Giotto ci è rimasto per anni, cinque o addirittura sei. Solo. Proprio come un cane. E’ diventato adulto e ha vissuto da randagio, sfamato dalla carità di alcune famiglie del posto senza che nessuna decidesse di tenerlo con sè a tempo pieno.
Nessuna cuccia in cui dormire. Zero carezze e tantomeno passeggiate al guinzaglio. Fino all’intervento dell’associazione Musi sereni.
“Dopo aver ricevuto la segnalazione ci siamo fiondati nei posti che il cane frequentava abitualmente – racconta Roberta Filoscia di Musi sereni -. Le persone gli davano da mangiare ma nessuno aveva mai provato ad avvicinarlo. Giotto è un cocker purissimo e sicuramente è stato abbandonato in tenera età per via del problema alle zampe. Era una cosa indicibile: pieno di ciocche di pelo intrecciate in cui avevano nidificato insetti di ogni tipo“.
Una missione quasi impossibile. Che i volontari dell’associazione animalista di Viterbo hanno accolto senza esitazioni.
“Prenderlo è stato difficilissimo – prosegue Roberta Filoscia -. Ogni giorno gli portavamo del cibo e così ha iniziato ad abituarsi a noi. Dopo qualche tempo continuava a non farsi avvicinare e così abbiamo utilizzato uno psicofarmaco per animali, messo nella giusta quantità nel cibo. Quel giorno, guarda caso, ha mangiato pochissimo ma siamo riusciti a prenderlo per sfinimento”.
Da qui in poi la metamorfosi. Di un animale che aveva imparato a stare da solo ma non aveva mai rinunciato all’idea di trovare una famiglia.
“Le tolettatrici di Spongedog tagliavano i peli e lui piangeva: la carne era mista al pelo e ha sofferto tantissimo – ricorda Roberta Filoscia –. Dopo è stato portato in stallo da mia sorella e il giorno seguente lo sono andato a trovare. Era il cane più dolce e docile del mondo: mi baciava e faceva tantissime feste. Aveva solo bisogno di un po’ d’affetto“.
Adesso, a distanza di qualche mese e grazie al tam tam di condivisioni, in questo caso più che utile, sui social network, Giotto ha trovato una famiglia disposta ad accoglierlo in maniera definitiva. Abita a Roma, mangia regolarmente e viene portato a passeggio ogni volta che ne ha bisogno.
“Ora è un cane felice – conclude Roberta Filoscia –. La nostra missione è prendere a carico cani bisognosi e trovargli una famiglia. E’ questo il bello: non possiamo fermarci ai cani di razza“.
Musi sereni è un’associazione di volontariato animalista con sede a Viterbo e si occupa di reintegro degli animali più bisognosi. Sabato 15 settembre, dalle 10 alle 18, i volontari saranno alla Coop di via Monte Cervino per raccogliere scatolette e croccanti per gli amici a quattro zampe.
Samuele Sansonetti
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