Viterbo – (g.f.) – È il giorno della fiera, tutti a spasso tra le bancarelle.
Il 4 settembre a Viterbo è un appuntamento impossibile da mancare. Per comprare qualcosa.
Che sia utile o meno, poco importa, ma difficilmente si torna a casa a mani vuote o a stomaco vuoto.
Un panino, possibilmente con la porchetta è d’obbligo. Le varianti non mancano. Così, già da stamani in molti si sono riversati in centro a caccia dell’affare. Da piazza della Rocca a piazza Fontana Grande, da piazza del Teatro al Sacrario, non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Curiosando tra una bancarella e l’altra, si scopre che Viterbo ama la Sicilia. Il banco con le dolcezze siciliane è affollato. Ai cannoli o alla cassata impossibile resistere. Magari, prima del dolce, il salato. Ovvero, la porchetta.
Lunghe file ai vari rivenditori, con una netta preferenza per quella nostrana, rispetto ad altre comunque blasonate.
Se si vuole tentare qualcosa di nuovo, uno stand molto attrezzato propone “Er panino matto”. Si accettano scommesse sulla provenienza.
Chi pensa alla casa, non ha che da scegliere, dall’immancabile testo romagnolo, al corredo. Lenzuola da 10 euro. Che affare.
Oppure, il panno in carbonio, che promette meraviglie: “Al servizio della pulizia”. Indispensabile. O la grattugia che grattugia di tutto. Com’è stato possibile finora vivere senza?
Ma gli oggetti superflui sono gli acquisti che regalano le migliori soddisfazioni Fino al tramonto, c’è tempo per scegliere.


