Viterbo – Centomila euro l’anno per l’estrema unzione.
Ma nella somma sono compresi anche assistenza spirituale e morale a infermi, ai loro familiari, al personale, quindi l’amministrazione dei sacramenti e le messe.
È la somma che ogni anno la Asl versa alla curia di Viterbo, per l’assistenza religiosa. Garantita in ogni ospedale della Tuscia da un cappellano.
Somma stabilita con apposita deliberazione firmata a luglio 2017, della durata di due anni. La precedente, del 2015, riporta la stessa cifra.
Il servizio è garantito da cappellani, gli assistenti religiosi, che possono essere coadiuvati da collaboratori religiosi o laici.
Il cappellano, informando la Asl, può anche organizzare attività pastorali, culturali e religiose.
Dal canto suo, la Asl mette a disposizione una chiesa o una cappella per esercitare le funzioni, alloggi, servizio mensa e a un eventuale rimborso spese per le celebrazioni.
Della spesa, inserita nel bilancio di ciascuna Asl nel Lazio, si è occupato il Tempo con un’inchiesta e relative cifre: “Al San Giovanni Addolorata – scrive il quotidiano romano – 918mila euro nel quinquennio che si chiude nel 2019”. A Rieti, invece: “44mila euro per due cappellani”.
Per un conforto in momenti particolarmente difficili.
