Viterbo – Le Zitelle fanno acqua (termale) da decenni. È ora di porre fine allo scempio.
Litri e litri di risorsa mineraria che finiscono dispersi nei terreni intorno alla sorgente. Un monumento all’incuria e a quanto, in tanti anni, le amministrazioni comunali abbiano dato il giusto significato allo slogan di Viterbo città termale.
L’ambizione di realizzare uno stabilimento è tramontata ormai da tempo e non sono serviti interventi, sollecitazioni, passeggiate, a sensibilizzare chi di dovere a intervenire. Così, mentre il Bullicame è a secco, a poche centinaia di metri di distanza, preziosa acqua si disperde.
Investitori all’orizzonte non se ne vedono. Del resto, ci sono già non pochi problemi per rilanciare le ex terme Inps, così il sindaco Giovanni Arena ha pensato a una soluzione tampone. Nel vero senso della parola.
“Alle Zitelle questa dispersione d’acqua va avanti da sempre – osserva Arena – stiamo valutando la possibilità di chiuderle, tombando la sorgente, almeno per ora”.
Prima o poi qualcuno potrebbe farsi vivo per realizzarci qualcosa. Intanto: “Impedendo all’acqua d’uscire – sostiene i primo cittadino – come per i vasi comunicanti, dovrebbe arrivare maggiore potenza agli altri. Tanto l’acqua così non è utilizzata, ma va solo sprecata”.

