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Coniugi morti e avvolti nel cellophane, al via il processo al figlio

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Ermanno Fieno

Ermanno Fieno

Rosa Franceschini e Gianfranco Fieno

Rosa Franceschini e Gianfranco Fieno

Viterbo – Coniugi Fieno morti e avvolti nel cellophane nella loro camera da letto in una palazzina del quartiere di Santa Lucia, al via il processo al figlio che lo scorso 8 marzo, dopo tre mesi e mezzo, ha confessato l’omicidio della madre.

L’uomo, detenuto a Mammagialla da nove mesi, oggi potrà lasciare per la prima volta il carcere, se lo vorrà, per prendere parte all’udienza in tribunale, scortato in aula dalla polizia penitenziaria.

E’ Ermanno Fieno, il 45enne viterbese difeso dall’avvocato Roberto Massatani, che il 28 novembre dell’anno scorso ha ucciso la madre dopo la morte per cause naturali del padre. Poi avvolse nel cellophane i cadaveri dei genitori, ritrovati il 13 dicembre, a distanza di due settimane, in seguito all’allarme fatto scattare dal fratello e dalla sorella.

Accusato dell’omicidio volontario della madre, il più piccolo dei tre figli della coppia e anche l’unico convivente, sarà processato col rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica sull’imputato.

Uno specialista dovrà stabilire se Ermanno fosse capace di intendere e di volere al momento dei fatti, se sia in grado di stare in giudizio e se sia socialmente pericoloso.

Fieno fu catturato mentre tentava di fuggire in Francia, due giorni dopo il macabro ritrovamento dei corpi di Rosa Franceschini e Gianfranco Fieno, di 77 e 83 anni, nell’appartamento al secondo piano al civico 25 di via Santa Lucia.

Il tribunale, che inseguito alla piena confessione resa nell’interrogatorio di tre ore dello scorso 8 marzo, aveva disposto il giudizio immediato chiesto dalla procura, ha accolto sia la richiesta di rito alternativo, sia di condizionarlo a una perizia psichiatrica, come chiesto dal difensore Massatani.

Al suo ingresso nel carcere di Mammagialla, Fieno fu posto in isolamento e venne disposta la sorveglianza a vista. 

Bloccato due giorni dopo il ritrovamento dei cadaveri dei genitori alla stazione di Ventimiglia, mentre cercava di fuggire in Francia, il 45enne è stato arrestato con l’accusa di duplice omicidio, fino a quando l’autopsia non ha confermato la morte naturale del padre e violenta della madre, uccisa dal figlio con un attizzatoio da camino.

“Un uomo dall’indole solo apparentemente mansueta”, secondo gli inquirenti. “È evidente – scrive il gip Francesco Rigato nell’ordinanza d’arresto – l’assenza di freni inibitori in capo all’indagato che non solo era abituato a mentire ai genitori in merito alle proprie condizioni economiche e lavorative, ma ha dimostrato di saper ben mentire ripetutamente anche ai fratelli”.

Una personalità dai molti lati oscuri quella di Ermanno Fieno, che hanno condotto l’uomo all’assassinio della madre e poi al comportamento adottato nei giorni successivi.

Dalla telefonata all’agenzia di pompe funebri fatta verso le 17 del 28 novembre 2017 per ordinare i funerali del padre, disdetti nel giro di pochi minuti, alla vettura noleggiata il 2 dicembre, forse per disfarsi dei cadaveri.

Dalla decisione di avvolgere i cadaveri nel cellophane alle bugie raccontate al fratello e alla sorella, a partire dal 6 dicembre, per giustificare le mancate risposte al telefono dei genitori.

Infine la foto postata su facebook alle ore 16,23 del 12 dicembre – il giorno prima del ritrovamento dei cadaveri, con cui ha convissuto per due settimane sotto lo stesso tetto – del libro horror “Il grande dio Pan” di Arthur Machen, col commento: “Dicono sia il libro più terrificante mai scritto, vediamo se è davvero così”.

Silvana Cortignani


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