Viterbo – Sfila il corteo!
Multimedia: L’arrivo del corteo al Duomo e l’uscita del cuore – La vestizione del corteo storico e la partenza – Video: Il corteo storico di Santa Rosa
Il maltempo non ferma la solenne processione per le vie di Viterbo, anche se la pioggia, a tratti, scende sulle vie del centro. Ma non sta intimorendo decine di viterbesi e turisti che, ombrelli in mano, stanno comunque assistendo al corteo.
Intorno alle 18 i figuranti sono stati costretti a ripararsi sotto gli archi di piazza San Pellegrino e nei negozi limitrofi, perché la pioggia è diventata copiosa. Al duomo, dove è il cuore di santa Rosa, sono invece arrivati facchini e minifacchini. Il corteo dovrebbe comunque raggiungere piazza san Lorenzo, dove si deciderà se farlo ripartire o meno alla volta della chiesa di santa Rosa.
Partenza alle 17,20, con qualche minuto di anticipo, con i 300 figuranti che, qualche ora prima, si sono ritrovati nella chiesa di santa Rosa per la tradizionale vestizione.
La sfilata, quest’anno, avrà delle particolarità: nuove stole e ricami d’eccezione, con gli affreschi di palazzo Spreca, per il gruppo notai del 15esimo secolo realizzati dalle restauratrici di Tessili antichi che hanno creato un piccolo capolavoro. E poi ci saranno nuove chairine.
Altri abiti, invece, sono stati completamente rifatti. In particolare quelli del vessillifero porta bandiera del 1200, del capitano delle milizie del 1300 e dei sei tamburini del 1600.
La concentrazione nelle stanze del monastero è alta. Ognuno è impegnato a curare i dettagli perché tutto sia perfetto. Sulle stampelle e sopra i tavoli sono esposti i vestiti, le parrucche bianche e le armi. Poi le scarpe con grandi fibbie, le bandiere. Archi, frecce, cappelli con le piume e le balestre delle milizie. Simboli di una storia che ha attraversato i secoli.
Nel frattempo anche le piccole rosine coi veli vengono pettinate e preparate. Sono loro a uscire per prime disposte in file da due. Loro porteranno i cesti con il pane, le candele e le rose.
Parte integrante anche i figuranti di Soriano nel Cimino della contrada san Giorgio coi costumi del 1300 e quelli del “gruppo fedeli di Vitorchiano” con costumi della scuola michelangelesca della fine del ‘600.
Dopo la vestizione i gruppi vengono chiamati per epoche e disposti in uno spazio fuori dal monastero.
È arrivata la delegazione dei facchini.
Padre Sandro ha fatto la benedizione, “perché sia un momento di festa e di pregherà”.
Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini ha incitato il gruppo: “Facchini e figuranti semo tutti d’un sentimento?”. E poi: “Evviva Santa Rosa”. E in coro tutti hanno risposto “Evviva!”.





