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Ergastolo per i baby camorristi che uccisero un 18enne

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Viterbo - Giovanni Tabasco e Gaetano Formicola all'uscita dalla questura

Viterbo – Giovanni Tabasco all’uscita dalla questura

Camorra - Gaetano Formicola all'uscita dalla questura lancia baci

Viterbo – Gaetano Formicola all’uscita dalla questura lancia baci

Le foto su Facebook di Vincenzo Amendola con Giovanni Tabasco, uno dei suoi presunti assassini

Le foto su Facebook di Vincenzo Amendola con Giovanni Tabasco

Gaetano Formicola

Gaetano Formicola

Viterbo – Ergastolo. È la pena a cui il gip di Napoli ha condannato Gaetano Formicola e Giovanni Tabasco, ventitré anni, per aver ucciso il 18enne Vincenzo Amendola. Accolta la richiesta della pm antimafia Antonella Fratello, che contestava ai due baby camorristi l’omicidio premeditato aggravato dai futili motivi e dalla finalità camorristica.

Una vera e propria esecuzione nelle campagne di San Giovanni a Teduccio, periferia est di Napoli. Amendola, accusato di essersi vantato della relazione con la moglie di un boss, doveva morire. E morì inginocchiato su un campo, con due colpi di pistola in pieno viso, il 5 febbraio 2016.

Davanti al gip anche un terzo imputato, condannato a cinque anni e otto mesi di reclusione. Raffaele Morra, il proprietario del fondo in cui è stato ritrovato il corpo del 18enne, era accusato di aver partecipato all’occultamento del cadavere. Per lui la procura antimafia aveva chiesto sei anni.

Nel processo i familiari di Amendola si erano costituiti parte civile.

La polizia arrestò Tabasco e Formicola a Viterbo, nel blitz congiunto delle squadre mobili viterbese (all’epoca diretta da Fabio Zampaglione) e partenopea della sera del 22 marzo 2016. I due baby camorristi, ricercati dal ritrovamento del corpo del 18enne, erano andati prima in Spagna e poi a Viterbo, nel casolare sulla Cassia sud dove gli agenti hanno fatto irruzione.

La buca che sarebbe diventata la sua tomba era già pronta quando Amendola arrivò in quel campo a San Giovanni a Teduccio insieme agli amici. Tra questi Tabasco e Formicola, cresciuti insieme a lui tra i casermoni del Bronx (anche così vengono chiamate le palazzine gemelle una di fronte all’altra al rione Taverna del Ferro). Amici che non hanno esitato a ucciderlo perché aveva infranto la legge del clan: le donne dei boss non vanno guardate e il loro nome non va pronunciato. Il 18enne si era invece macchiato di una colpa da lavare col sangue: si sarebbe vantato della relazione con la moglie di un boss del clan Formicola.

La fossa, l’appuntamento-trappola, la pistola trovata da Tabasco e i colpi esplosi da Formicola. Il primo colpo non parte. Il secondo gli centra l’occhio. Amendola piange, chiede perdono e pietà in ginocchio. Infine, il proiettile letale che gli penetra la tempia. Il suo corpo viene trovato il 19 febbraio. Il giorno in cui inizia la fuga di Tabasco e Formicola, finita un mese più tardi a Viterbo.


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