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Fioroni lancia una rete e chiama a raccolta gli ex Dc

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Viterbo – Inaugura due mostre su Aldo Moro, ma Giuseppe Fioroni agli Almadiani stasera ne approfitta per lanciare un progetto politico. Un’idea.

“Reti territoriali interconnesse tra loro – spiega alla platea Fioroni – che hanno la voglia di diffondere il pensiero e la cultura politica dei cattolici popolari e democratici. Affinché non si perda nei meandri della quotidiana lotta tra una fazione e l’altra”.

Non è un partito e il partito non c’entra. Il Pd. Lo precisa, ma il messaggio ha destinatari ben definiti: “Quelli a cui nel 1994 – spiega Fioroni – hanno detto che per essere cattolici popolari e democratici si doveva stare a destra o a sinistra.

Viterbo - Il convegno su Aldo Moro

Quella stagione è consegnata alla storia. Oggi ci sono i presupposti per una rete culturale e politica che continui a diffondere il patrimonio di Moro e De Gasperi. Insieme a tanti amici, che nel ’94 furono chiamati a scegliere, si possono formare nuove generazioni per capire, studiare, sognare e sperare in un mondo migliore”.

Giuseppe Fioroni

Ma l’incontro è per la doppia mostra dedicata a Moro. Fioroni non lo trascura. “Moro passava la maggior parte del tempo a convincere chi era più distante”. L’ex ministro Pd ha accanto Gero Grassi.

“Lo faceva – continua Fioroni – affinché il confronto tra le parti alimentasse la condivisione di almeno l’inizio di un nuovo progetto. Se lo facessimo oggi, avremmo il 70% dei danni in meno”.

Viterbo - Il convegno su Aldo Moro

Al centro dell’incontro, lo statista ucciso dalle Br e il lavoro nella commissione parlamentare.

“Se non c’è gossip o qualche giallo – si domanda Fioroni – perché la gente sente di ripercorrere la vita di Moro?” L’ex parlamentare ha la risposta. “Gli italiani amano la politica. Quella con la P maiuscola, quella che è partecipazione, condivisione, credere in qualcosa”.

Non lo stupisce la sala piena. “Se fosse stata una riunione del Pd saremmo stati pochi intimi. A un incontro della Lega ma senza Salvini, sarebbero stati cinque in più. Invece per Moro…”.

Gero Grassi

La persona prima di tutto e Moro e la costituente, le due mostre agli Almadiani. Le racconta Piero Grassi. Ha fatto parte della commissione parlamentare d’inchiesta di cui Fioroni era presidente.

“La persona prima di tutto – spiega Grassi – oggi è facile dirlo, allora era impossibile. Sono felice di stare qui”. Si parla della mostra, ma anche del lavoro portato avanti nella precedente legislatura in commissione.

“Fioroni ha dedicato cinque anni alla commissione d’inchiesta – ricorda Grassi -. Se non ci fosse stato lui a fare da cane da guardia dalla mattina alla sera, certi risultati non li avremmo avuti”. Chiuso il lavoro, il lavoro non è finito.

“Giriamo l’Italia a parlare di Moro. Questo è il meglio della politica possibile. Perché parlare di Moro è parlare di politica”. La mostra, o meglio, le mostre hanno un filo conduttore ideale.

Viterbo - Il convegno su Aldo Moro

“Dal primo articolo pubblicato nel 1941, all’ultimo. Non pubblicato, ma uscito postumo sul Giorno. Si legge il pesante giudizio di Moro sulla politica estera degli Stati Uniti”.

Apre l’incontro il presidente del centro studi Moro, Aldo Fabbrini. Fa un saluto sentito. “A tanti ex democristiani che vedo qui in sala – dice Fabbrini – uno su tutti, Franco Bruni”. L’invito del vescovo Lino Fumagalli, invece è di evitare d’arrivare a contrapposizioni.

Franco Bruni

Lo sguardo non è solo al passato. “Basta guardare alla realtà europea agli schieramenti estremisti”. Il saluto del comune lo porta il vicesindaco Enrico Maria Contardo, il sindaco Arena arriva poco dopo. Ma fa in tempo a sentire il richiamo verso il centro da parte di Fioroni.

Giuseppe Ferlicca


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