Tarquinia – “Io, ex militante di estrema destra, ho adottato un ragazzo egiziano”. Cesare Foschi lo racconta a Repubblica, spiegando perché ha deciso di adottare un giovane egiziano arrivato clandestinamente in Italia e che se non fosse stato per lui sarebbe stato rimpatriato.
“Mustafa si è comportato con me meglio di qualsiasi figlio biologico che avessi mai potuto desiderare”, rivela Foschi. È un educatore, e nel 2009 ha fondato a Tarquinia la casa famiglia Harlock Arcadia dove l’egiziano arriva all’età di 16 anni. Sbarcato in Sicilia, è stato il centro di pronto intervento minori della Caritas a metterlo in contatto con Foschi, che lo ha accolto insieme ad altri nove ragazzi.
Diventato maggiorenne, Mustafa lascia la casa famiglia e inizia a lavorare in una pizzeria. Il padre muore in Egitto. Mustafa vuole aiutare la madre e la sorella, ma si perde. Coinvolto in una rissa, viene condannato a tre anni e mezzo di carcere. E Foschi è arrabbiati con lui. Ma l’ultimo anno di pena Mustafa lo sconta ad Harlock Arcadia, ed entra a far parte di un progetto di formazione con una pizzeria.
Per la legge italiana però, anche se ha scontato la pena, il giovane egiziano è un irregolare che deve essere rimpatriato. Ma Foschi lo adotta, e Mustafa si diploma in mastro pizzaiolo e come mediatore culturale.
Oggi ha 25 anni e da due anni convive con la fidanzata. “Quando si tratta di minori dovrebbero essere le regole del diritto internazionale a prevalere”, conclude Foschi.
