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Matteo Lalli e l’Ottava dei record

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Orte - Il palio degli Arcieri - Matteo Lalli

Orte – Il palio degli Arcieri – Matteo Lalli

Orte - Il palio degli Arcieri

Orte – Il palio degli arcieri

Orte – Bandiere ammainate, vicoli sgombri, taverne chiuse. Dopo l’inebriante settimana dell’Ottava di sant’Egidio, Orte si è rituffata nella sua quotidianità come se niente fosse.

Ma la rievocazione in onore del patrono ha lasciato un segno profondo, sia per i risultati del palio degli arcieri che per la grande partecipazione del pubblico, al punto che ancora oggi per le strade del paese si parla di quanto successo durante la prima settimana di settembre.

L’impresa di Matteo Lalli è entrata nella storia dell’Ottava. Con la quarta vittoria in sette anni, il campione della contrada Sant’Angelo sta facendo scricchiolare il libro dei record del palio.

La gara premia l’arciere che riesce a infilare più frecce in un anello da 10 centimetri, su un massimo di cinque tentativi. Solitamente hanno buone chance quelli che riescono a indovinare due centri. Chi ne fa tre ha praticamente la vittoria in pugno.

Lalli di frecce ne ha piazzate addirittura quattro, mancando l’en-plein per pochi millimetri. Un’impresa che ha annichilito la concorrenza e ha fatto letteralmente venir giù la piazza, scioltasi in ripetute ovazioni per qualcosa che si era visto solo un’altra volta in tutta la storia del palio: nel 2002, ad opera di Martino Fani.

Il portacolori di Sant’Angelo ora è a una sola vittoria da Alfredo Bonifazi e Sergio Madreperli, che, con cinque trionfi a testa, comandano la classifica degli arcieri con più successi in piazza della Libertà.

Il capolavoro di Lalli ha sublimato una settimana di festeggiamenti intensa e partecipata come raramente prima. Merito anche del meteo, rimasto clemente per tutta l’Ottava, a differenza dei rinvii per maltempo a cui si era stati costretti nel 2015 e nel 2017. Con il clima mite e il cielo sereno, la gente è stata incentivata a rimanere in giro fino a tarda notte.

In assenza di tagliandi e posti numerati, è impossibile fare un conto preciso degli spettatori che hanno assiepato gli scalini della cattedrale di piazza della Libertà, tribune occasionali degli eventi dell’Ottava. Tuttavia, la partecipazione è stata ricca anche in concomitanza con una manifestazione di rilievo nazionale come il trasporto della macchina di santa Rosa a Viterbo.

Gli artisti di strada hanno animato i vicoli e le taverne. In particolare hanno lasciato il segno i Futhark Mwm, che, con il loro medieval folk fatto di tamburi frenetici e cornamuse, hanno scatenato un entusiasmo tale da esibirsi in bis fuori orario nelle piazze più frequentate dai giovani.

E nel 2019 cosa succederà? Si parla già di contatti presi, programmi abbozzati, idee e sogni. L’unica certezza è che la domenica del palio gli occhi degli ortani saranno nuovamente puntati lì, su quella pedana al centro della piazza che, come un buco nero, inghiotte le emozioni di un’intera città. La pedana dove Matteo Lalli riesce ogni anno a trasformarsi in qualcosa di magico.

Alessandro Castellani


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