Viterbo – Torna in libertà uno degli assassini, trasferito in una prigione romena il fratello.
Sta già usufruendo dei permessi premio e fra pochi giorni uscirà definitivamente dal carcere uno dei giovani che hanno fatto da palo la sera del delitto Zappa. Sta invece scontando la sua condanna a venti anni in un carcere della Romania uno degli autori materiali del furto sfociato in omicidio nel 2012 a Bagnaia.
Parenti tra loro, sono i fratelli Daniele Ionel e Cosmin Petrut Oprea, arrestati dopo una breve fuga, all’alba del 28 marzo 2012.
E’ stato uno dei casi di cronaca nera che maggiormente hanno sconvolto il capoluogo nell’ultimo decennio. Era la notte tra il 27 e il 28 marzo 2012 quando quattro giovanissimi banditi, tutti attorno ai vent’anni e tutti d’origine romena, uno figlio della domestica di famiglia, tentarono una rapina nella villa di Bagnaia del professor Ausonio Zappa, situata in una zona isolata rispetto alla frazione, lungo la strada Romana.
Due rimasero fuori in macchina a fare da palo, gli altri due fecero irruzione nell’abitazione, massacrando di botte la vittima che, sorprendendoli, aveva fatto il gesto di suonare l’allarme. L’anziano fondatore dell’Accademia di Belle Arti “Lorenzo da Viterbo”, trovato in fin di vita, morì dopo un’agonia di dieci giorni all’ospedale di Belcolle.
Gli assassini furono tutti catturati nel giro di poche ore e condannati in via definitiva dalla cassazione nell’aprile del 2016. Sono stati condannati a venti anni di carcere per omicidio volontario gli autori materiali del delitto: Cosmin Petrut Oprea (oggi 25enne) e Adrian Nicusor Saracil (oggi 28enne). A dieci e otto anni per concorso anomalo i due pali: Alexandru Petrica Trifan (oggi 26enne, il basista figlio della domestica) e Daniel Ionel Oprea (oggi 31enne, fratello maggiore di Cosmin).
In una prigione romena Cosmin Petrut, presto libero Daniel Ionel
A distanza di sei anni e mezzo dalla tragica morte del professor Zappa, ci sono novità relative alle posizioni dei due fratelli Cosmin Petrut e Daniele Ionel Oprea.
Cosmin Petrut, il più giovane del gruppo e forse il più feroce della coppia di assassini che massacrò anche a colpi di cric il professore ottantenne, condannato a venti anni, ha lasciato le carceri italiane per una prigione della Romania, dove è stato disposto che finisca di scontare la sua pena a venti anni di reclusione.
Per il 31enne Daniel Ionel Oprea stanno invece per aprirsi in via definitiva le porte del carcere.
Il giovane, condannato a otto anni, detenuto modello secondo i rapporti che lo riguardano, sta già usufruendo da qualche tempo dei permessi premio e lascerà definitivamente Mammagialla il prossimo 28 settembre, quando avrà finito di scontare la sua pena e sarà affidato a un tutore nominato dal tribunale per la fase del reinserimento.
Il 31enne, all’epoca del delitto, era giunto in Italia solo da pochi mesi. Col resto della banda è finito anche al centro dell’inchiesta “Scacco matto” relativa a una serie di una decina di furti e rapine messi a segno nel capoluogo e in provincia nei tre mesi precedenti l’assalto alla villa di Zappa, undici in tutto, per le quali il processo, ancora fermo alla seconda udienza, è ripreso ieri davanti al giudice Giacomo Aauizi con l’ascolto di ulteriori presunte vittime, tra le quali il titolare di una gelateria di Marta, cui avrebbero svuotato il cambiasoldi delle slot machine.
In aula c’era solo Daniel Ionel Oprea, in permesso premio, mentre il fratello è per l’appunto detenuto in un carcere della Romania. Entrambi sono difesi dall’avvocato Roberto Fava. Saracil e Petrica invece non c’erano perché sono usciti dal processo patteggiando per la rapina a un’anziana di Vetralla un anno e mezzo in continuazione, chiudendo così i conti con la giustizia. Assente anche il terzo imputato tuttora a giudizio, anche lui romeno e presunto quinto componente della batteria di ladri, rimasto sempre a piede libero e difeso dall’avvocato Luca Nisi.
Dai furti in serie all’omicidio, escalation criminale
Un’escalation di crimini nei tre mesi precedenti l’assalto alla villa di Zappa. Il 24 gennaio un furto di gioielli in un’abitazione di Viterbo. Il 10 febbraio il furto di una Mercedes a Monteromano, usata il 14 febbraio per un maxi furto di materiale edile a Bagnaia. Il 9 marzo di sei anni fa, a Marta, hanno svaligiato 1270 euro dalle macchinette cambiasoldi di un bar-gelateria.
Secondo il titolare, che ieri però ricordava a stento e non saprebbe identificarli, un paio di giorni prima in tre avevano compiuto un sopralluogo, spacciandosi per clienti e trattenendosi nel locale con la scusa del caffè.
Poi tre scuole: il 1 marzo hanno rubato 2 lettori dvd alla media di Gallese, la sera della rapina a Zappa un proiettore all’istituto “Molinari” di Montefiascone e uno al “Savi” di Viterbo, nonché tre placche d’argento col nome della scuola.
Silvana Cortignani

