Tarquinia – “A inizio ottobre l’assemblea. Poi il nuovo direttivo. Per iniziare un nuovo percorso politico”. Il Pd di Tarquinia riparte dalla sala Isder dell’alberata Dante Alighieri. Lo ha fatto ieri (18 settembre) con le parole del segretario Armando Palmini di fronte a iscritti e simpatizzanti. Presenti tra gli altri i consiglieri comunali Sandro Celli e Anselmo Ranucci e l’ex sindaco Maurizio Sandro Conversini.
“Non abbiamo tempo di aspettare il Pd nazionale – ha detto Palmini –. Le dimissioni per ragioni politiche del sindaco Pietro Mencarini impongono un’accelerazione. Vogliamo riscrivere le regole. E lo faremo con un lavoro di squadra. Il nuovo direttivo dovrà essere composto da persone che vogliono mettersi a disposizione del partito”.
Duro il giudizio sull’amministrazione di centrodestra. “Un anno di deserto – ha affermato il segretario –. A parte le feste, non hanno concluso nulla. Hanno vivacchiato su quello che aveva fatto la precedente amministrazione. Tutte le opere sono frutto dei finanziamenti ottenuti da chi li aveva preceduti. Appena hanno tentato di fare qualcosa di diverso hanno litigato e si sono sfaldati. Per colpa loro la città è rimasta e rimarrà paralizzata”.
Su future alleanze Palmini non si sbilancia. “L’unica certezza è che da soli non possiamo vincere. Abbiamo bisogno di alleati affidabili, guardando alle forze riformiste e di sinistra. Il comune deve essere guidato da persone serie. Noi le abbiamo”. Per il programma “non possiamo pensare di scriverlo a maggio – ha concluso il segretario -. Dobbiamo partire subito per raccogliere suggerimenti, idee, opinioni da trasformare in progetti concreti”.
Spazio poi al dibattito. Tra gli interventi quello di Celli. “Dobbiamo pensare in modo positivo – ha detto il consigliere comunale –. Dobbiamo includere e non escludere per unire le forze e tornare ad amministrare Tarquinia dopo 12 mesi di disastri, perché abbiamo dimostrato di farlo bene. Con i nostri errori che non dovranno ripetersi. Ci si presenta questa occasione. Non possiamo non coglierla”.
Sul consiglio comunale dedicato alle dimissioni di Mencarini. “Abbiamo cercato in tutti i modi di evidenziare le colpe del centrodestra. Sono stati zitti. Eppure si erano presentati come l’amministrazione della comunicazione e della condivisione delle scelte. Poi quando è stato il momento non hanno dato mai le risposte che si attendeva la gente. Un atteggiamento che ha dato fastidio anche a persone vicine alla maggioranza”.
Quindi una stoccata a Gianni Moscherini. “Ha cercato di tenere in piedi l’amministrazione – ha affermato Celli -. Alla fine del consiglio comunale ha attaccato non la maggioranza ma me e Ranucci definendoci i “comunisti” che ancora parlano. Ma non è un’offesa. Anzi in quell’aula hanno parlato e amministrato tanti comunisti cui Moscherini, neanche se vivrà 100 vite, potrà minimamente avvicinarsi. Persone come Emanuela Fanelli o Maurizio Sandro Conversini che hanno fatto l’interesse esclusivo di Tarquinia”.
Daniele Aiello Belardinelli



