Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Da semplice cittadino volevo segnalare l’astrusità di alcune delle misure di sicurezza poste in essere durante il trasporto della macchina.
Come faccio da tempo immemore, dopo aver tranquillamente cenato a casa tenendo d’occhio la diretta televisiva, verso le 22 mi sono incamminato con la mia famiglia e alcuni amici pugliesi, appositamente venuti a Viterbo, verso via Fratelli Rosselli, per vedere l’arrivo della Macchina a piazza Verdi, avendo intenzione, come sempre, di posizionare la compagnia di fronte al palazzo della camera di commercio.
Attraversata la Cassia la sorpresa: cordone di polizia e cordoli di cemento new jersey. Ci mettiamo in fila insieme a molte altre persone che avevano avuto la mia stessa idea, pensando che ci fosse una sorta di controllo di sicurezza tipo metal detector o similari, ma niente, rimaniamo tutti lì, intruppati contro le barriere mentre la folla si ingrossa e tutti cominciano a chiedersi il motivo del blocco, visto che la via, dal semaforo sulla Cassia fino a piazza del Teatro è totalmente sgombra, a parte le solite ambulanze parcheggiate da una parte.
Ovviamente la folla, che era arrivata fino al centro della Cassia, vociava contro i poveri poliziotti che tentavano di sgombrare la carreggiata, fino a che, all’arrivo della macchina, ha invaso l’intera sede stradale, bloccandola definitivamente, tanto che un’ambulanza proveniente da via Della Ferrovia ha stentato non poco a farsi largo.
Anche la piccola porta pedonale a sinistra che conduce ai vicoli dietro il teatro era bloccata da una Panda della polizia.
Da profano mi chiedo: se le barre di cemento dovevano servire a proteggere gli spettatori dall’eventuale pazzo assassino con il furgone a noleggio, ma questi stavano tutti in mezzo alla strada, le barriere chi proteggevano? Il palazzo (vuoto) della camera di commercio? Veramente non capisco il senso.
Maurizio Manca
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