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“Sciopero riuscito in tutta la Tuscia”

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Viterbo - Elvira Fatiganti (Uil), Aldo Pascucci (Cisl), Donatella Ayala (Cgil)

Viterbo – Elvira Fatiganti (Uil), Aldo Pascucci (Cisl), Donatella Ayala (Cgil)

Roma - Lo sciopero dei lavoratori di Unicoop Tirreno

Roma – Lo sciopero dei lavoratori di Unicoop Tirreno

Roma - Lo sciopero dei lavoratori di Unicoop Tirreno

Roma – Lo sciopero dei lavoratori di Unicoop Tirreno

Viterbo – (dan.ca.) – “Sciopero riuscito. Anche nella Tuscia l’adesione dei lavoratori è stata alta”. Soddisfatti i segretari viterbesi di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Donatella Ajala, Aldo Pascucci ed Elvira Fatiganti che, con centinaia di lavoratori, hanno preso parte alla manifestazione sotto la sede del ministero dello Sviluppo economico (Mise).


Multimedia: Lo sciopero dei lavoratori di Unicoop TirrenoVideo


Oggetto del contendere, il piano industriale di Unicoop Tirreno che ha visto incrociare le braccia anche i lavoratori dei 15 punti vendita della cooperativa presenti in provincia di Viterbo.

“Anche il Mise – proseguono Ajala, Pascucci e Fatiganti – ha chiesto a Coop di rinunciare alla cessione dei punti vendita”.

Le tre sigle sindacali contestano a Unicoop l’annunciata cessione di 8 punti vendita del sud del Lazio a Pomezia, Fiuggi, Velletri, Aprilia, Genzano, Colleferro e Frosinone. Coinvolti circa 270 dipendenti. Cgil, Cisl e Uil protestano inoltre per il superamento della contrattazione integrativa e del patto occupazionale siglato nel 2017 con l’ulteriore flessibilità dell’organizzazione del lavoro e le possibili ripercussioni sul taglio delle ore lavorate e delle retribuzioni. I sindacati criticano poi i diversi tentativi avviati da Unicoop Tirreno di cedere in franchising dei negozi e di terziarizzare i reparti pescheria.

Presenti all’incontro con il ministero anche assessori, sindaci, parlamentari, cooperativa e sindacati, per un confronto molto delicato arrivato dopo 24 ore di sciopero.

“La cooperativa – sottolineano i tre segretari sindacali – ha ribadito la volontà del consiglio di amministrazione di procedere nelle politiche di riduzione dei costi e di cessione dei punti vendita. Il ministero dello sviluppo economico ha giudicato sbagliata la scelta dell’impresa e ha richiamato la stessa cooperativa a un confronto per negoziare una diversa soluzione”.

Daniele Camilli

 

 


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