Montefiascone – (m.m.) – “Il trattato di Dublino vada cambiato”. Con queste parole l’avvocato Angelo Caporiccio, ex-presidente di Villa Serena, è intervenuto nell’incontro con il giornalista Rai Giovanni Masotti, sul tema “dall’emergenza immigrazione, una spinta al dialogo tra i paesi europei di prima accoglienza” che si è tenuto mercoledì alla Rocca dei Papi.
“Credo che il trattato di Dublino vada cambiato – ha detto Caporiccio – oppure sarà l’unione economica europea ad essere cambiata dalla sovranità dei popoli, diritto irrinunciabile e sancito in particolare dal nostro articolo primo della costituzione italiana”.
Caporiccio ha parlato in particolare del fenomeno dell’immigrazione approfondendolo a 360 gradi.
“E’ naturale, che i paesi più ricchi – ha aggiunto l’avvocato – siano oggetto dell’immigrazione illegale e anche di quella regolare. Per la posizione geografica, l’Italia e Malta sono oggetto di una continua trasmigrazione proveniente dall’Africa occidentale e dal Corno d’Africa, è una trasmigrazione difficile, pesante, che mette a dura prova le persone perché attraversare il deserto del Sahara, che è un passaggio obbligato per arrivare al mare Mediterraneo e da lì alle nostre coste, non è una passeggiata come andare da Palermo a Berlino”.
Come ormai molti hanno evidenziato, dietro gli sbarchi dei migranti c’è la mano della criminalità. “L’attività che supporta l’emigrazione – ha spiegato Angelo Caporiccio – è un’attività lucrosa, dove c’è molto da guadagnare, facile preda di molte organizzazioni malavitose che abbandonando i vecchi sistemi, si sono inserite nella gestione dell’immigrazione clandestina, e non solo; tali organizzazione seguono poi, i rispettivi connazionali nel loro migrare, fino alla ricerca di un lavoro nei paesi di destinazione, in particolare in Italia hanno portato ad un aumento della criminalità degli stranieri e della prostituzione, lo dimostra il fatto che nelle carceri italiani abbiamo in totale circa 57 mila detenuti adulti in Italia di cui 38 mila sono di nazionalità italiana e 19 mila sono stranieri”.
Caporiccio, nel convegno ha analizzato anche la situazione dell’immigrazione in Italia.
“L’Italia poco o nulla ha fatto – ha aggiunto – per arginare l’evento-emigrazione, basti pensare che, in passato, l’unico segnale di reazione all’immigrazione clandestina, è stata la proposta di impedire di sbarcare altri immigrati nei nostri porti; proposta formulata dal ministro dell’interno Marco Minniti è affossata immediatamente da qualche ministro e dal governo dell’epoca. Se si considera poi, la legge fondante (il trattato di Dublino) su cui si basano sia l’obbligo di tenerci i profughi scaricati sulle nostre coste, che il rifiuto di accoglierli degli altri paesi europei, il cosiddetto trattato viene utilizzato dai nostri soci europei alla stregua di una trappola legale per bloccare qualsiasi ridistribuzione dei migranti nelle loro nazioni, il che non è affatto giusto.
Da non trascurare, poi, il costo, dato che lo stato italiano per l’assistenza e l’accoglienza spende oltre quattro miliardi e 500 milioni all’anno, portando le spese fuori controllo, con un costo per profugo di 35 euro contro i 21 dell’Austria”.
Infine Caporiccio ha criticato le azioni dell’unione europea per arginare il flusso migratorio.
“L’appoggio europeo – ha concluso l’avvocato – ad arginare il flusso migratorio sono solo parole; un esempio per tutti, la cancelliera Merkel ha chiuso in meno di sette mesi la rotta balcanica che portò un milione di migranti in Germania; per farlo ha costretto il resto dell’Europa a versare sei miliardi alla Turchia, l’Italia che ha una larga quota di quell’importo, non è riuscita ad ottenere nulla per sé”.
