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Un caso di scabbia alla scuola XXV aprile

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La scuola XXV aprile a Civita Castellana

La scuola XXV aprile a Civita Castellana

Civita Castellana – Scabbia alla scuola XXV aprile a Civita Castellana.

Un caso è stato segnalato dalla Asl e sono subito partite le contromisure. Il dirigente scolastico Alfonso Francocci invia una lettera, indirizzata a familiari degli studenti e corpo insegnante dell’istituto comprensivo per spiegare come comportarsi.

“Avendo ricevuto dalla Asl Vt5 segnalazione di un caso di scabbia in una delle classi del nostro istituto – spiega Francocci – e dell’attivazione delle procedure di sorveglianza sanitaria, riporto alcune informazioni, a beneficio delle famiglie e del personale della scuola, sulla scabbia e sugli accorgimenti da adottare”.

Il dirigente chiede la collaborazione di famiglie e personale per comunicare eventuali casi. Qualora dovessero verificarsi.

Le informazioni sulla scabbia diffuse dall’istituto primario 

La scabbia è una malattia parassitaria della cute causata da un acaro e inizia con un’eruzione papulare (piccole macchie rosse) e un intenso prurito, soprattutto notturno. L’acaro scava dei cunicoli nella cute e vi depone le uova, dalle quali in 2-3 giorni originano le larve.

Nei bambini di meno di due anni, l’eruzione è spesso vescicolare con frequente localizzazione alla testa, collo, palmo delle mani e pianta dei piedi. Nei bambini più grandi e negli adulti vengono colpite in modo particolare le pieghe tra dito e dito, la zona dei polsi, i gomiti, le pieghe ascellari.

Trasmissione: per contatto diretto cute-cute, meno frequente é la trasmissione indiretta attraverso la biancheria e gli effetti personali, in particolare se sono stati contaminati da poco da una persona infettata L’acaro, se non è a contatto con la cute, non vive più di 3-4 giorni.

Incubazione: nei soggetti senza una precedente esposizione è di solito 4-6 settimane, nei casi di pregresse esposizioni i sintomi insorgono in 1-4 giorni dopo la riesposizione all’acaro.

Contagiosità: il malato è contagioso fino alla distruzione degli acari e delle uova, ottenuta con uno due cicli di trattamento, distanziati di una settimana.

Rischio di diffusione nella scuola: molto basso

Azioni preventive: educazione sanitaria sulle modalità di trasmissione e di disinfestazione di indumenti e altri oggetti per evitare l’infestazione.

Come interviene il servizio sanitario: provvedimenti nei confronti del malato, allontanamento dalla frequenza scolastica fino al giorno successivo a quello d’inizio del trattamento specifico. Provvedimenti nei confronti di conviventi e contatti: ricerca di altri casi di infestazione. Trattare a scopo preventivo i familiari e i contatti stretti sintomatici e non. Lenzuola e vestiario vanno lavati a temperatura superiore a 60 gradi, i capi non lavabili a temperature elevate vanno tenuti da parte o chiusi in sacchetti di nylon almeno una settimana per evitare reinfestazioni.

Cosa devono fare i genitori: avvertire il pediatra o il medico curante. Fare attenzione al contatto con le lesioni o comunque con la cute. Iniziare il trattamento specifico e lavare accuratamente lenzuola e capi d’abbigliamento. Trattamento preventivo di tutti i familiari.


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