Viterbo – Rifiuti, se tutto va male due milioni e mezzo di euro da pagare. Una batosta per il comune, conseguenza di una sentenza del Tar, che dando ragione a Ecologia Viterbo, porta a 118 euro a tonnellata, la tariffa di conferimento in discarica. Con adeguamento retroattivo.
Ma a palazzo dei Priori sono fiduciosi. Hanno due scialuppe di salvataggio per tenere a galla il bilancio che altrimenti affonderebbe. Sperando che a loro volta non affondino.
“Il comune nel 2013 – spiega il ragioniere capo Stefano Quintarelli – ha stipulato un contratto con Ecologia Viterbo, che gestisce l’impianto e Viterbo Ambiente, che ha in appalto il servizio di nettezza urbana, in cui si stabiliva che la tariffa dovesse essere 76 euro la tonnellata, anziché 98”. Ovvero, la tariffa pagata da tutti gli altri comuni che conferiscono.
Ma il capoluogo, ospitando sul territorio la discarica, ha diritto a un benefit. Proprio in virtù di questo è stata sottoscritta la scrittura privata con un costo inferiore, che non è mai variato, un meccanismo che ha livellato verso il basso il costo, con benefici per i cittadini, come ricorda Quintarelli.
“Secondo me – spiega il sindaco Giovanni Arena – il contratto fa fede. Altrimenti dovremmo adeguarci, ma ovviamente ci opporremmo. L’esborso, che io penso non ci sarà e quindi molto ipotetico, sarebbe chissà tra quanti anni”. Il contratto era valido fino al 18 settembre 2018, data in cui il contratto scadeva.
Seconda scialuppa di salvataggio. Il comune incassa il benefit dell’11% da tutti i comuni che conferiscono alla discarica. La tariffa aumenta, ma cresce pure il benefit. Con quello e 400mila euro già accantonati, dovrebbero far fronte ai maggiori costi. Sempre nel capo delle ipotesi.
Una vicenda che parte dal lontano 2009 e andata avanti a suon di ricorsi. “La regione regola la tariffa, Ecologia è il gestore – spiega Quintarelli – quest’ultimo chiede un incremento, ma la regione non lo accoglie. Scatta il ricorso, dieci anni di liti fino all’epilogo”. Ovvero: pagano i cittadini.
La sentenza in cui si sancisce l’aumento arriva a dicembre 2017, il verbale dalla regione, con relativo provvedimento del dirigente, compare il 5 settembre 2018. A Giovanni Arena qualcosa non torna: “Perché la regione ha atteso tutti questi mesi? Forse c’era la campagna elettorale e tra i comuni sarebbe scoppiata la rivolta? A pensar male…”.
Male, invece, ma per altre ragioni, dovranno cominciare a pensare gli altri comuni della Tuscia. Quello di Viterbo ha predisposto le due scialuppe, ma tutti gli altri? Non resta che pagare?
Giuseppe Ferlicca


