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Pestaggio di via Valle Piatta, ok ai riti alternativi

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Viterbo - Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo – Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo - Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo – Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo - Branco massacra giovane nel centro storico - Uno degli aggressori con la cinta in mano

Viterbo – Branco massacra giovane nel centro storico – Uno degli aggressori con la cinta in mano

Viterbo – Pestaggio di via Valle Piatta, via libera ai riti alternativi in cambio di un più cospicuo risarcimento alla vittima. Non bastano diecimila euro. Per il giudice ne servono tredicimila. Entro martedì. 

Il giudice per le indagini preliminari Rita Cialoni ha sciolto ieri la riserva accogliendo le due richieste di patteggiamento di una pena sotto i due anni e le due di messa in prova dei quattro giovani arrestati nel giugno 2017 e rimasti un paio di mesi ai domiciliari per avere aggredito, il 25 febbraio precedente, ultimo sabato di carnevale, uno studente universitario fuori da un locale dove erano in corso tre feste di laurea da cui erano stati esclusi. 

Oltre agli indagati, in tribunale era presente anche la vittima, oggi 26enne, la cui richiesta di costituzione di parte civile è stata rigettata perché non prevista dai riti scelti.

Il gip ha però preso atto della richiesta della difesa del giovane, secondo i cui risarcimenti proposti, per complessivi diecimila euro, non erano congrui, sollecitando le parti a integrare fino al raggiungimento di tredicimila euro. 

Di età compresa tra i 20 e i 27 anni, sono i viterbesi Davide Randisi, Raffaele Laureti, Andrea Rossi e Federico Alfonsini, accusati di lesioni gravissime in concorso. Nel particolare, dovranno integrare fino al raggiungimento degli ulteriori 3mila euro disposti dal gip, i due di loro che hanno chiesto la messa in prova.

Pronto a chiedere un maxirisarcimento di 100mila euro per i danni fisici e morali subiti, il 26enne potrà però ricorrere in sede civile. Cosa che farà, come già anticipato dal suo legale. 

La vittima è stata accerchiata e ripetutamente riempita con calci e pugni. Contro di lui, a mo’ di frusta, è stato usato anche il tergicristallo di un’auto. Poi è stato preso a cinghiate. Soccorso dal 118 e affidato alle cure dei sanitari di Belcolle, il giovane ha riportato la frattura del naso e altre lesioni al volto, con una prognosi superiore ai venti giorni.

Ma per lui non è finita lì. “Il mio assistito – spiega l’avvocato Fabio Coluccio, del foro di Roma – ha riportato danni permanenti, tra i quali una cicatrice all’arcata sopracciliare. Dovrà inoltre sottoporsi ad altri interventi e visite specialistiche per la frattura del naso, che era scomposta e non si è ancora risolta, col rischio anche in questo caso che permangano danni permanenti, vista la difficoltà a respirare, le apnee notturne e altre problematiche”. 

Il legale ricorda quindi che nella vicenda sono rimasti coinvolti altri tre giovani, indagati a piede libero e ancora in attesa di conoscere il loro futuro giudiziario: “Stiamo aspettando la chiusura delle indagini. Uno di loro, nel frattempo, ha fatto un’offerta di risarcimento. Aspettiamo il seguito, poi decideremo il da farsi”. 

Il gip, condizionando il via libera ai riti alternativi a un più cospicuo risarcimento, ha dato tempo fino a martedì 11 settembre agli indagati per il “conguaglio”, dopo di che, se la somma indicata sarà stata raggiunta, potrà procedere con la definizione delle rispettive posizioni, a porte chiuse, evitando ai quattro giovani un pubblico processo e potendo contare, chi patteggia, sullo sconto di un terzo della pena. 

Silvana Cortignani

 

 


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