Viterbo – “Via San Lorenzo, ztl da rivedere realizzando un’area turistica permanente”. Aperta, chiusa o semi aperta, Gianmaria Santucci (Fondazione) schiude un varco nel dibattito sulla zona pedonalizzata voluta dalla precedente amministrazione.
Per l’esponente di maggioranza, tutta la zona è stata chiusa senza interventi di valorizzazione. In altre parole, desertificandola. A tutto svantaggio dei commercianti. Da qui la sua proposta.
“Non m’interessa fare polemica tra vecchia amministrazione e nuova amministrazione – precisa Santucci – il pregio della vecchia è che per la prima volta via San Lorenzo è stata pensata come un modello unico su cui lavorare. Però oggi ci sono gli ascensori e occorre prendere atto che in centro ci si arriva anche utilizzandoli”. Invece, si preferisce la vecchia via alla nuova: “Le guide turistiche continuano a fare il giro, come se l’ingresso verso il centro fosse da via Ascenzi.
Dobbiamo fare in modo che i gruppi turistici passino da valle Faul, dove i bus si fermano, quindi utilizzando gli ascensori, passino per tutta quella parte che per intenderci è a destra di via San Lorenzo”. Che Santucci immagina come area turistica permanente: “Da chiudere h24 – continua Santucci – rendendola pedonale.
Per intenderci, tutta l’area a destra, salendo da via San Lorenzo: piazza del Gesù, piazza della Morte, piazza del Duomo, poi San Pellegrino tutta. Trasformandola in area turistica permanente si possono pensare incentivi per le piccole imprese artigiane, finanziamenti specifici a nuovi negozi e pure cambi di destinazione a locali che possono diventare piccole botteghe. Dando vita a un percorso turistico.
In questo modo, anche chi oggi ha ad esempio un ristorante, può occupare in modo permanente le piazze”. Mentre su via San Lorenzo: “Si cambia il varco”.
Perché la strada ha poco di turistico come attività commerciali. “Ci sono un negozio d’assistenza computer, un antiquario, uno d’abbigliamento e uno di scarpe, uno di oggettistica, oltre a ristoranti e bar. Attività che col turismo non c’entrano. I commercianti che stanno sulla strada non hanno questo tipo di clientela, si rivolgono ai residenti”.
La ristorazione sì, però. “Gli unici sono ristoranti e bar. Peccato che quando i visitatori possono andare a mangiare, sono le ore in cui, a pranzo e dopo le 20, le auto passano. La logica attuale quantomeno va invertita. Il problema del centro storico oggi è che la gente non ci viene. Dobbiamo incentivarla. La zona turistica è un’idea”.
E se non ci sono più le mezze stagioni, quelle intere non sono uguali. “Non ha senso equiparare estate con inverno – continua il capogruppo Fondazione – alle 5 del pomeriggio a febbraio, quanti turisti ci sono su via San Lorenzo, al freddo e sotto la pioggia in mezzo alla settimana? In estate lo posso capire, così come a Pasqua, Natale, durante le festività. Il resto dell’anno s’impedisce solo alla gente d’accedere”.
Gli orari del varco dovrebbero cambiare con l’avvicendarsi delle stagioni: “Da marzo a settembre si può immaginare un certo tipo di viabilità, ma ottobre a marzo, escluse le feste, che ragione c’è di chiudere la strada la mattina e la sera? A parte i residenti, chi ci va? È una scelta che si fa solo sulla pelle dei commercianti. Dopo un anno di ztl non mi pare che abbia portato un incremento del turismo. Non basta chiudere per portare gente. Occorrono provvedimenti seri”.
Sulla ztl, Fondazione porta avanti da tempo la sua idea. “Non da oggi e abbiamo elaborato la proposta. Non è che cade il comune se non passa, ma discutiamone. Ci sono progetti migliorativi? Ben vengano. Perché il problema è che il comune ha chiuso e basta, senza incentivi o provvedimenti adeguati. Tutto quello che aveva stabilito, la vecchia maggioranza non l’ha fatto.
Proviamo a fare il contrario. Contributi, iniziative, agevolazioni, attiriamo turisti. Poi, con un adeguato flusso, vedremo. Pedonalizziamo la città ma con criterio”.
Perché via San Lorenzo non è corso Italia. “Lì ci sono cento negozi – conclude Santucci – da questa parte ce ne sono cinque e altrettanti bar. Durante l’inverno non vedo quest’invasione di visitatori oggi. Sento paragonare Viterbo a Pisa o Firenze, magari.
Così come è organizzata la ztl, non vedo benefici e si scaricano sui commercianti solo disagi”.
Giuseppe Ferlicca


