Tarquinia – E’ la città etrusca per eccellenza patrimonio Unesco per le tombe dipinte. Ed è la città che racchiude all’interno della sua cinta muraria un tesoro artistico fatto di palazzi aristocratici, musei, quartieri medievali, torri solitarie, chiese e chiostri. Ma Tarquinia nasconde anche un gioiello architettonico e paesaggistico appena fuori dal centro abitato: villa Bruschi Falgari.
Un edificio chiuso da molti anni immerso in un parco di quattro ettari, che il comitato “Amici di villa Bruschi Falgari” ha iscritto a “I luoghi del cuore”, il censimento dei luoghi italiani da salvare organizzato dal Fai con Intesa San Paolo, perché torni a vivere e a essere di nuovo fruibile.
Nella presentazione della candidatura si legge che “nel 1869, per per desiderio della nobildonna Maria Giustina Quaglia, moglie del conte Francesco Bruschi Falgari, viene incaricato l’architetto Virginio Vespignani, allora direttore della Fabbrica di S. Pietro” ,di disegnare un casino da edificare nella costruenda Villa Bruschi Falgari, situata a circa un chilometro dalla città sulla strada Aurelia in direzione di Roma, in un luogo di particolare bellezza naturale che alla vicinanza del mare e quindi al piacevole clima, unisce un abbondante presenza di acqua, grazie alle numerose sorgenti ivi presenti”.
“L’obiettivo – dice il comitato – è di riportare il parco della villa all’idea originaria dell’architetto Vespignani, ovvero ricreare un giardino all’italiana ricco di essenze botaniche e di percorsi storici. La raccolta delle preferenze procede bene. Sul sito i click sono 236, mentre sono oltre 2000 le firme raccolte tra luglio e agosto”. E’ infatti possibile compilare i moduli distribuiti negli uffici pubblici e nelle attività commerciali di Tarquinia, fino al 30 novembre.
Nel 2014, grazie a “I luoghi del cuore”, è stato possibile restaurare e riaprire al pubblico la tomba degli Scudi, gioiello dell’arte figurativa etrusca.
Daniele Aiello Belardinelli





