Vallerano – Riceviamo e pubblichiamo – In occasione della festa del 4 ottobre san Francesco patrono d’Italia, il gruppo archeologico “Francesco Orioli” di Vallerano in collaborazione con la parrocchia Sant’Andrea Apostolo, ha pensato di collocare nella chiesa Madonna della Pieve, sede per molti anni dei frati minori conventuali in sostituzione di un quadro andato perduto, raffigurante san Francesco nell’atto di ricevere le stimmate, nell’altare del 1613 a lui dedicato, riportando a paese un’opera di un pittore, nostro concittadino, finora sconosciuto alla totalità della popolazione.
La copia del dipinto (cm 180 X cm 270) proveniente dalla chiesa di San Francesco d’Assisi a Sutri ed ora conservata presso il Museo del Patrimonium stampata e ricostruita digitalmente da Emanuele Fagioni.
La tela, firmata “Angelus Valerianenzis dipinsit 1590” riprende con qualche minima variante l’incisione di Agostino Carracci voluta e suggerita dai Francescani per celebrare l’approvazione della Confraternita dei Cordiglieri da parte del pontefice Sisto V con bolla papale del 1585, restituendo autonomia al Terzo Ordine della famiglia francescana.
Al centro del registro superiore è raffigurato San Francesco tra le nubi, circondato da santi francescani: Bonaventura, Bernardino e Ludovico di Tolosa sulla sinistra; Antonio da Padova, Luigi vescovo e Chiara, a destra.
Il Santo è rappresentato nell’atto di consegnare il Cordone ad una figura allegorica simboleggiante la Chiesa, seduta su un altare con in mano l’emblema dell’Ordine, raccordo tra il mondo terreno e quello celeste.
Tra il popolo dei fedeli sono rappresentati a destra i laici: sono riconoscibili San Luigi IX di Francia, Santa Elisabetta d’Ungheria, sovrani entrambi francescani e altre figure.
A sinistra compaiono vari religiosi, tra cui spiccano il pontefice Sisto V che sostiene con la destra un cordone e la sinistra la chiave con cui ha aperto lo sportello dell’altare dove appare la Crocifissione riscatto dell’umanità e il Generale dell’Ordine dei minori conventuali, Padre Nicolò Cicaglia.
Il misticismo delle raffigurazioni, il cui tema è la salvezza, è molto semplice, di una immediata comprensione, un discorso redatto in sermo humilis alla portata di tutti, come avrebbe voluto il poverello d’Assisi.
Massimo Fornicoli



