Viterbo – “Ho allevato un mostro…”. Che è successo tra Vittorio Di Battista e il figlio Alessandro, personaggio di spicco del Movimento 5 stelle?
A leggere il titolo di una lettera che il padre ha scritto sul suo profilo Facebook, s’immagina chissà quale rottura. Scorrendo riga dopo riga, si capisce il senso. Esattamente all’opposto. Prendersela a parole con il figlio, per colpire nei fatti i suoi avversari. Usando anche frasi piuttosto nette.
“Dopo decenni, solo dopo decenni di convivenza, ho scoperto di avere allevato un mostro – dice Vittorio Di Battista – ringrazio quei compatrioti che mi hanno permesso di aprire gli occhi. Alessandro è un nazista che gira per il Centro America, sotto mentite spoglie, per propagandare il verbo”.
Riferimento al viaggio che il figlio sta facendo da mesi con la compagna e il figlio. “Si è tagliato i baffetti tipici degli autoctoni del distretto di Braunau, si è fatto crescere la barba alla mullah Omar, ha preso una zappa ed una vanga ed ha cominciato a piantare alberi da frutto non forniti da Monsanto. Vergogna per lui e massima vergogna per me”.
Ma Vittorio promette di fare “ammenda” in qualche modo: “La prossima volta, quando e se mi dovesse ricapitare – spiega – cercherò di allevare un pargoletto con le qualità giuste.
Dovrà assomigliare a Emanuele Fiano, avere l’altezza del topolino Orfini, l’intelligenza del grullo cazzaro, la cultura di Veltroni e l’onestà del nano tumulando. Se poi, dovesse avere l’occhio vivo e una boccuccia di rosa come quella di Gasparri, avrò fatto bingo e nessuno gli romperà più i cojones”. Sarebbe un figlio di cui andare orgogliosi…
Giuseppe Ferlicca

