Viterbo – Assenteismo alla Cittadella della salute, sospesi quattro sanitari.
Sono tre medici, due uomini e una donna, e un’assistente sociale del servizio di psichiatrico.
L’indagine è stata condotta dai carabinieri coordinati dal pm Franco Pacifici.
La vicenda è stata illustrata nel corso di conferenza stampa dal procuratore Paolo Auriemma, assieme al sostituto Pacifici, al comandante provinciale dei carabineiri, colonnello Giuseppe Palma, e al comandante del nucleo investigativo del reparto operativo dei carabinieri, maggiore Marcello Egidio.
– Asl: “Adotteremo tutte le misure previste, fino al licenziamento”
E’ stata data ieri esecuzione all’ordinanza della misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio di attività sanitarie al servizio di strutture pubbliche emessa dal gip del tribunale di Viterbo nei confronti dei quattro operatori sanitari, tutti in servizio presso il Dipartimento salute mentale dell’azienda sanitaria di Viterbo.
Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di truffa aggravata e falsa attestazione in servizio.
Il provvedimento cautelare, che segue di pochi giorni un altro analogo, relativo a tre medici di guardia in servizio a Vetralla, frutto di un’indagine dei militari del Nas, scaturisce dalle indagini avviate nel dicembre 2017 dal nucleo investigativo coordinato dalla procura.
All’epoca, l’attenzione degli investigatori venne attirata da un dipendente della Asl, in servizio presso il Dipartimento salute mentale di Viterbo che quotidianamente, dopo avere timbrato il proprio badge, attestando falsamente di essere in servizio, si allontanava dalla sede di lavoro, espletando esclusivamente incombenze di carattere personale, come quella di recarsi, nella maggior parte delle volte, presso le terme di acqua sulfurea.
Gli accertamenti, sviluppatisi con un persistente monitoraggio e in stretta collaborazione con la direzione strategica della Asl, sono stati estesi su numerosi altri dipendenti del Dipartimento salute mentale.
Da tale attività è emerso, in maniera chiara, che alcuni medici, anche con responsabilità di struttura complessa o semplice, ed altri operatori sanitari, si allontanavano arbitrariamente dalla sede di servizio pe impegni di carattere personale.
Il gip di Viterbo, quindi, valutato il quadro indiziario tracciato a carico degli indagati ha emesso la misura interdittiva, pur escludendo in capo a uno degli indagati, responsabile di struttura complessa, il delitto di truffa aggravata, in quanto non tenuto a osservare un orario di lavoro, ritenendo sussistere solo quello della falsa attestazione in servizio.
L’indagine ha riguardato altri operatori sanitari, iscritti nel registro degli indagati, sul conto dei quali sono in corso ulteriori accertamenti.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



