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Assenteismo, impronta digitale e riconoscimento facciale per entrare in ufficio

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La ministra Giulia Bongiorno

La ministra Giulia Bongiorno

Inchiesta Jump - Il salto del tornello ripreso dalla polizia

Inchiesta Jump – Il salto del tornello ripreso dalla polizia

Viterbo - Belcolle - Assenteismo e truffa ai danni dell'Asl

Viterbo – Belcolle – Assenteismo e truffa ai danni dell’Asl

Viterbo – (r.s.) – Riconoscimento facciale, con l’impronta digitale o con l’iride per entrare in ufficio. Il consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il disegno di legge Concretezza, collegato alla legge di bilancio e proposto dalla ministra per la pubblica amministrazione Giulia Bongiorno. Per i dipendenti pubblici, dunque, nuovi sistemi di controllo per eliminare la piaga dell’assenteismo. “Voglio evitare che ci siano comuni in cui la gente non va a lavorare – ha detto la ministra Bongiorno -. Devono prima lavorare tutti, poi li facciamo lavorare bene”.

Nel ddl non solo controlli biometrici, ma anche l’istituzione, presso il dipartimento della funzione pubblica, del Nucleo delle azioni concrete di miglioramento dell’efficienza amministrativa. Più semplicemente, Nucleo concretezza. “Manderò dei tutor – ha spiegato la ministra Bongiorno – nei comuni che sono più indietro. Per aiutarli, perché in Italia abbiamo troppe velocità e così non cresciamo tutti”.

La mancata attuazione delle misure correttive proposte dal nucleo costituisce “causa di responsabilità dirigenziale e disciplinare” e la creazione di una black list delle pubbliche amministrazioni inadempienti, ovvero l’iscrizione in un elenco pubblicato sul sito del dipartimento della funzione pubblica.

Nell’ottica dell’incremento dell’efficienza e della riduzione dei tempi di accesso al pubblico impiego, il disegno di legge prevede anche le assunzioni a tempo indeterminato di dipendenti dello stato per una spesa pari al 100% di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente. “Per decenni c’è stato un blocco del turnover al 25% – ha sottolineato la ministra Bongiorno -, ma ora abbiamo finalmente la possibilità di assunzioni al 100%. Per uno che va via ce ne è uno che entra, ed è una dato storico. Inoltre sono previste pure delle assunzioni straordinarie, perché la pubblica assunzione deve ritornare a correre. Ma non voglio assumere persone che poi restano ferme dietro alla scrivania. Devono essere persone formate e che vadano in settori strategici: digitalizzazione, semplificazione e uso di fondi europei”.

Infine, i concorsi unici. “Per evitare – conclude la ministra Bongiorno – che ciascuno si faccia il concorso a casa propria. Ci saranno criteri unici. Il concorso nel pubblico impiego significa avere un posto per sempre, e quindi deve essere molto rigoroso. Il dipendente che entra e sta fino alla pensione deve essere all’altezza. Voglio l’orgoglio di essere nella pubblica amministrazione”.


Il fenomeno dell’assenteismo non ha graziato neppure il Viterbese. Dal 2010 a oggi sono stati più di 70 i “furbetti” indagati.

Inchiesta Jump
È il 2008 quando, da una segnalazione anonima, scatta l’operazione Jump. Jump, come salto. Il salto del tornello, che 21 dipendenti dell’ufficio decentrato del settore agricoltura della regione avrebbero fatto per assentarsi dal posto di lavoro risultando comunque in ufficio. Ma la svolta, per gli inquirenti, arriva solo nel 2010 con l€’installazione delle videocamere che riprendono il salto del tornello. I 21 indagati sono finiti a processo per truffa, ma per 20 l’accusa si è estinta per prescrizione. E con lo stesso esito si concluderà anche la vicenda giudiziaria per l’unico ancora rimasto a giudizio.

Furbetti della Asl
Restavano a casa, andavano a fare spesa o assistevano a recite di Natale i ventitré medici, infermieri e ausiliari della Asl di Viterbo indagati a vario titolo per truffa ai danni dello stato, assenteismo e falso. È il 2015 quando gli inquirenti scoprono che nel reparto di immunoematologia e trasfusione di Belcolle ci sarebbe chi timbra il cartellino e poi si allontana dall’ospedale, ma anche chi vidima il badge dei colleghi che non sono al lavoro. Durante le indagini è poi emerso che 12 degli indagati avrebbero anche gonfiato i propri stipendi percependo indebitamente indennità accessorie per un importo complessivo di un milione e 300mila euro.

Assenteismo alla guardia medica
Assenteisti sarebbero stati anche tre medici del servizio di continuità assistenziale di Vetralla. Secondo gli inquirenti, arrivavano in ritardo e uscivano con ampio anticipo dal posto di lavoro. Rimanevano a casa o svolgevano faccende personali, come esercitare la professione nel proprio studio privato. Si rifiutavano di eseguire le visite a domicilio. Indagati per truffa ai danni dello stato, rifiuto e omissione di atti d’ufficio, dal 4 ottobre scorso sono sospesi (dai tre ai dodici mesi) dall’esercizio dell’attività medica presso strutture sanitarie pubbliche.

Assenteismo al dipartimento di salute mentale
Passava il badge e andava a fare il bagno alle terme, uno dei quattro operatori sanitari del dipartimento di salute mentale di Belcolle indagati per assenteismo. Dall’11 ottobre scorso sono sospesi dall’esercizio dell’attività medica presso strutture sanitarie pubbliche, tre medici e un’assistente sociale. Ma nel registro degli indagati ci sarebbero una ventina di altri nomi, “sui quali – fanno sapere gli inquirenti – sono in corso ulteriori accertamenti”. Da dicembre 2017 gli investigatori li hanno pedinati, fotografati e ripresi con telecamere nascoste.


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