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Assenteismo al servizio psichiatrico, si difendono i sanitari sospesi

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Viterbo - La Asl

Viterbo – La cittadella della salute, sede della Asl

Viterbo – (sil.co.) – Assenteismo al servizio psichiatrico, i sanitari sospesi si difendono davanti al gip. E le difese chiedono la revoca della misura interdittiva resa nota venerdì 12 ottobre dalla procura in seguito all’indagine per truffa aggravata e falsa attestazione in servizio avviata a dicembre dell’anno scorso dal nucleo investigativo dei carabinieri, coordinati dal pm Franco Pacifici. 

In tre, due medici e un’assistente sociale della cittadella della salute, sono comparsi tra la mattinata e il primo pomeriggio davanti al giudice Francesco Rigato per l’interrogatorio di garanzia, assistiti dagli avvocati Paola Mangano e Francesco Massatani, rispondendo a tutte le domande del magistrato.

Sono stati sentiti dal giudice per le indagini preliminari il direttore d’area Pierangelo Martini e la psichiatra Franca Scarcella, entrambi dirigenti di secondo livello di unità operativa complessa, e l’assistente sociale Marina Morelli, mentre è stata rinviata per motivi di salute, con sospensione dei termini, l’audizione del dirigente di primo livello Orazio Romolo De Stefano, che sarà in pensione a partire dal primo novembre. 

Per prima è stata ascoltata la dottoressa Scarcella. “Ha chiarito che, essendo un dirigente di secondo livello di unità operativa complessa, non ha obbligo di orario né alcun interesse ad attestare orari di lavoro, perché il suo reddito prescinde dagli orari di lavoro. Ha inoltre spiegato come nelle 4-5 giornate che le vengono contestate, fosse al lavoro per conto della Asl, fornendo tutta la documentazione attestante gli impegni professionali specifici, tra i quali conferenze e sessioni di esami”, ha spiegato il difensore Francesco Massatani, che ha subito presentato istanza di revoca della misura, sottolineando come analoga sia la posizione degli altri medici indagati, per i quali è stata presentata medesima istanza.

“Si tratta di tre persone che lavorano anche quando sono in ferie e lo possono dimostrare, di una serietà unica, cui vengono contestati episodi inconsistenti, stiamo parlando del nulla. Il danno nei loro confronti è enorme, umanamente e professionalmente – ha ribadito il legale -. 

Il provvedimento penale della sospensione non ha ragion d’essere e non se ne capiscono le esigenze. I fatti risalgono a un anno fa e sono state chieste due proroghe, per cui le indagini erano note ai diretti interessati”. 


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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



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