Roma – Oltre 120 stranieri vittime sul lavoro. Per l’esattezza 124. In soli 8 mesi. da gennaio ad agosto 2018. Di questi, sono 81 le persone che hanno perso la vita in occasione di lavoro. Con un aumento del 9,5% rispetto al 2017.
Roma è invece la provincia italiana con il maggior numero di infortuni mortali.
Dati messi nero su bianco nell’ultima indagine dell’Osservatorio sicurezza sul lavoro della Vega Engineering, società di ingegneria che da anni si occupa di salute e sicurezza nel lavoro
Complessivamente le vittime sul lavoro nel 2018 sono aumentate del 4,5%. “Erano 682 nei primi otto mesi del 2017 – ha detto il presidente dell’Osservatorio Vega, Mauro Rossato – e sono arrivate a 713. Ma ciò che colpisce di più sono i drammatici incrementi di mortalità che abbiamo potuto rilevare in Veneto e in Lombardia. A fine agosto 2018 infatti hanno contato rispettivamente 20 e 15 infortuni mortali in più del 2017”.
Non solo, ma l’emergenza cresce anche al sud, assieme al numero delle vittime. “In Campania – ha poi aggiunto Rossato – lo scorso anno i morti erano 33, nel 2018 sono 46. Peggio ancora va in Basilicata che da 6 è arrivata a 12, e la Calabria da 12 a 24”.
Osservando il numero delle vittime si scopre inoltre che sono 498 coloro che hanno perso la vita in occasione di lavoro e 215 in itinere.
La provincia in cui si conta il maggior numero di infortuni mortali in occasione di lavoro è Roma (29 decessi). Seguita da Torino (25), Milano (22), Genova (19), Napoli (17), Bologna (12), Udine (12) e Treviso (11).
Nel Paese c’è poi una media di mortalità “a dir poco inquietante – spiega un comunicato della Vega Engineering -. Ogni mese circa 90 vittime, ovvero quasi 23 lavoratori che ogni settimana perdono la vita dal nord al sud Italia. Settanta le donne decedute nel 2018, 35 quelle in occasione di lavoro e 35 in itinere”.
Il settore in cui si conta il maggior numero di vittime in occasione di lavoro è quello del trasporto e magazzinaggio (61 decessi), seguito dalle attività manifatturiere (55) e dal settore noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese con 25 morti. Nel Commercio, riparazione di autoveicoli e motocicli i morti sono stati 24. Quasi la metà delle 713 vittime aveva un’età compresa tra i 50 e i 64 anni.
Daniele Camilli

