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Cane massacrato da un branco di cinghiali in una villa

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Cane aggredito dai cinghiali - Leone con uno dei suoi padroncini

Cane aggredito dai cinghiali – Leone con uno dei suoi padroncini

Cane aggredito dai cinghiali - Il giardino devastato dagli ungulati

Cane aggredito dai cinghiali – Il giardino devastato dagli ungulati

Cane aggredito dai cinghiali - Il giardino devastato dagli ungulati

Cane aggredito dai cinghiali – Il giardino devastato dagli ungulati

Cane aggredito dai cinghiali - Il giardino devastato dagli ungulati

Cane aggredito dai cinghiali – Il giardino devastato dagli ungulati

Viterbo – Cane massacrato da un branco di cinghiali nel giardino di una villa alla Palanzana. Un film dell’orrore, secondo i proprietari. 

E’ successo verso le nove di giovedì sera a Viterbo e la vittima, un Golden Retriever di sei anni, è finita sul tavolo della sala operatoria di una clinica veterinaria del capoluogo dove nel pomeriggio di ieri è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per le gravissime lesioni riportate alla mandibola. 

Sotto shock i proprietari, i quali hanno temuto che Leone, questo il nome del cane, venisse sbranato sotto i loro occhi dai cinghiali. 

Dell’attacco si è accorta la padrona di casa, l’imprenditrice viterbese Elisa Pagana, madre di tre figli, uno dei quali in tenera età, che in quel momento si trovavano con lei nell’abitazione.

“Sembrava di stare in un film horror – racconta – noi chiusi in casa, mentre fuori in giardino c’era un branco di cinghiali che stava aggredendo il nostro cane e io avevo il bimbo piccolo in braccio. Sono entrata nel panico, passavano i secondi e non sapevo cosa dovevo fare, non capivo nemmeno quanti fossero, ma erano tanti, tantissimi. Il terrore allo stato puro”.

“A sbloccare la situazione ci ha pensato, a suo rischio e pericolo, mio figlio più grande, che ha 18 anni. E’ uscito in giardino e i cinghiali per fortuna, vedendolo, non gli si sono avventati addosso, ma sono scappati. Il cane però era in una pozza di sangue, con il muso devastato dalla furia delle bestie che lo avevano accerchiato e bloccato, impedendogli di difendersi o di fuggire. Per l’operazione e le cure serviranno non meno di mille euro, con l’augurio che vada tutto bene, non ci siano complicazioni e possa tornare a fare la vita di prima”. 

“Adesso basta, la misura è colma”, dice la donna, che abita con la famiglia alle falde della Palanzana, nell’immediata periferia del capoluogo, in una zona fittamente urbanizzata e popolata di abitazioni, dove i cinghiali, nottetempo, scorrazzerebbero indisturbati da tempo.

“Finora i danni sono stati soltanto economici e abbiamo avuto pazienza. Ma adesso sentirò un avvocato per capire se possiamo fare qualcosa per capire qual è l’autorità competente e sollecitare un intervento pubblico. Qui alla Palanzana siamo in pericolo. Per introdursi nella nostra proprietà, i cinghiali hanno forzato la recinzione e devastato il prato. Solo per rifare il recinto la spesa è di 2500 euro. Stavolta hanno aggredito il cane, che per noi è come uno di famiglia. La prossima, se continuiamo così, magari aggrediscono i miei figli”, conclude Elisa Pagana. 

Silvana Cortignani


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