Viterbo – C’è anche una viterbese tra i trentasei indagati dell’inchiesta della procura di Parma su una serie di favori alle aziende farmaceutiche, concorsi pilotati e attività professionale non autorizzata. Si tratta, come riporta La Nazione, di Rossana Riccini, originaria di Viterbo ma residente a Perugia.
L’indagine, denominata Conquibus, è stata condotta da più di duecento carabinieri del Nas. Di ben sette regioni differenti, tra cui il Lazio, sono stati coordinati dai militari del nucleo antisofisticazioni e salute di Parma.
Dei trentasei indagati, un dirigente medico e un imprenditore sono stati arrestati. Sono invece nove le persone, tra medici universitari e rappresentati del settore farmaceutico, per le quali sono state chieste misure cautelari. Le aziende sospettate di attività illecite sono invece sette.
I reati ipotizzati e contestati a vario titolo dalla procura di Parma sono: corruzione, truffa aggravata, abuso d’ufficio, falso ideologico, induzione indebita a dare o promettere utilità e comparaggio farmaceutico. Quaranta le perquisizioni domiciliari eseguite, mentre 335mila sono gli euro sequestrati per i reati di truffa e di corruzione.
La Gazzetta di Parma riassume così l’inchiesta: “Sponsorizzazioni per congressi o simposi chiesti alle aziende farmaceutiche con la promessa di utilizzare questo o quel farmaco, concorsi pilotati per assumere candidati già preventivamente individuati e, infine, attività professionale non autorizzata. L’organizzazione assicurava, secondo l’accusa, favori alle aziende farmaceutiche, report positivi o negativi per questo o quel medicinale, in cambio di sponsorizzazioni per convegni e simposi medici e anche contributi economici che finivano direttamente nelle tasche degli indagati”.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
