Viterbo – “La Roma Nord sta morendo sotto i colpi di Atac”. Mauro Rotelli al capolinea di una ferrovia al capolinea. Alla stazione di viale Trieste, il deputato FdI, con altri esponenti del partito annuncia un ritardo, storico. Il mancato recupero della linea che potrebbe essere una risorsa per il territorio. “Collegando il cuore di Roma, piazzale Flaminio, a Viterbo”.
Peccato che sia un viaggio della speranza. Nel senso che ogni volta, tra tempi biblici, cancellazioni e ritardi, si deve sperare d’arrivare a destinazione. Lungo una linea divisa a metà.
“È stata smembrata fisicamente a Catalano – ricorda Rotelli – ci si ferma in mezzo al nulla e occorre cambiare”.
Se una foto dovesse immortalare le condizioni della ferrovia, non potrebbe essercene una migliore di quella a una delle pensiline in stazione. “Impacchettata – fa notare Rotelli – ormai da anni. Non è accessibile, perché diversamente dall’altra non è stata recuperata ed è pericolosa. Rischia di crollare qualche pezzo”.
Situazione disastrosa, per la quale Rotelli chiama in causa Atac, società che attualmente gestisce la Roma – Civita Castellana – Viterbo. “Nel 2019 scade la concessione – anticipa Rotelli – e l’auspicio che faccio è mai più Atac. Devono essere affidate tre linee regionali, la nostra, Giardinetti e la Roma – Lido. Mi auguro l’interessamento di soggetti con un ben più ampio respiro, come Ferrovie”.
Pure il personale, secondo Rotelli, è preoccupato per la situazione. “Parlando con loro in modo riservato – spiega il deputato FdI – parlano di pali che sono spostati dal passaggio del treno. Fa capire lo stato in cui versa una linea che attraversa veri e propri gioielli, da Vasanello a Villa Lante, giusto per fare due esempi”.
Alberto Cataldi, portavoce FdI a Civita Castellana, le condizioni della ferrovia le conosce bene. “Uno snodo fondamentale per la bassa Tuscia – osserva Cataldi – eppure, costringono i passeggeri a scendere a Catalano, prima era solo uno snodo. È in mezzo al nulla, senza biglietteria. Nonostante questo, c’è stato un incremento del 30% nel flusso passeggeri da Civita verso la capitale”.
Pure Paolo Bianchini, consigliere comunale, alza le mani al cielo: “È utilizzata da studenti, lavoratori, ma sarebbe utilissima per i turisti. Con un treno potenziato, molte persone verrebbero dalla capitale nei fine settimana, visto che collega il centro di Roma con il nostro capoluogo. Se s’impiegasse un’ora e un quarto”.
Invece: “Interventi non se ne vedono, pure sui passaggi a raso, una questione di sicurezza. La regione deve intervenire e in modo chiaro”.
I numeri al momento sembrano andare in una direzione diversa. “Per Flaminio – ricorda Giancarlo Righini, consigliere regionale FdI – sono stati finanziati lavori per 50 milioni di euro, nel 2010. Poi sospesi. Atac non paga i fornitori e ha utilizzato queste somme per tamponare perdite. Un’altra gara da 20 milioni per interventi da Montebello a Riano, propedeutici al raddoppio dei binari, non sono mai partiti. Ci sono poi, 104 milioni per la parte tra Riano e Morlupo, ma va fatta chiarezza.
La tratta va ammodernata, solo così potrà essere appetibile anche per chi ci deve investire”.
I problemi non si fermano al capolinea, ma vanno oltre. “Qui a viale Trieste – spiega Mauro Rotelli – ci sono spazi non utilizzati, uno gigantesco che potrebbe essere usato come parcheggio, in un’area dove ogni giorno è sosta selvaggia”. Oggi vuota.
“C’è pure un capannone abbandonato, un altro dove sono custodite vetture storiche, pure quella di Mussolini. Con i milioni che la regione versa al gestore, dovrebbero pagare il personale e fare investimenti, ma qui investimenti non se ne vedono”.
Giuseppe Ferlicca




