Viterbo – (s.s.) – Dalla serie B alla serie C il passo è breve ma dalla serie B alla serie A è tutto l’opposto.
Lo scioglilingua in storie del genere è d’obbligo e il protagonista, in questo caso, è Leo Stulac del Parma.
Centrocampista classe ’94, è al primo anno in serie A dopo due stagioni di gavetta al Venezia (la prima in C e la seconda in B). Acquistato dai crociati in estate per 1,3 milioni di euro più 350mila di bonus, ha messo in mostra fin da subito le buone doti da regista e nelle prime otto giornate di campionato non ha saltato nemmeno un minuto.
E pensare che a gennaio era considerato un esubero e stava per lasciare il Venezia per andare a cercare più spazio in serie C. Dove? Precisamente alla Viterbese.
“Ho accettato il Parma dal primo momento – ha spiegato Stulac alla Gazzetta dello sport -. Era la scelta giusta. Voglio restare a lungo. A Venezia mi dissero che sarebbe stato meglio andare via, in C, alla Viterbese. Pochi giorni dopo Bentivoglio venne espulso per tre giornate e iniziò la mia stagione“.
Lo stop di Bentivoglio, tra il 27 gennaio e il 10 febbraio, ha favorito l’esplosione del calciatore che praticamente non ha lasciato più il campo (eccezion fatta per una panchina e una convocazione in Nazionale), segnando cinque reti in 18 incontri e attirando, appunto, le mire del Parma neopromosso in serie A.
Un bene per il talento sloveno. Un male, invece, per la Viterbese. Che in quel periodo era allenata da Stefano Sottili e in primavera avrebbe conquistato i playoff per la serie B raggiungendo i quarti di finale. E con Stulac in campo, magari, contro il Sudtirol sarebbe andata diversamente…
Samuele Sansonetti
