Viterbo – (p.p.) – Pd in crisi, Perà: “licenziate due dipendenti e alla ricerca di una sede economicamente meno impegnativa”. Non è un quadro roseo quello presentato dal tesoriere del Pd Sonia Perà che ammette di essersi trovata di fronte a scelte difficili dopo il 4 marzo.
“Il Pd – dice Perà – è forse l’unico partito rimasto in Italia, l’unico schieramento ancora strutturato in maniera seria e impegnativa sul territorio. Lo dimostra il fatto che c’erano ancora sedi in tutti i comuni e federazioni come la nostra di tipo provinciale. Dopo che è venuto meno il finanziamento ai partiti, l’unica modalità di sostentamento delle federazioni è il versamento dei contributi volontari da parte degli eletti e il tesseramento. C’è una crisi per cui sta vivendo un momento molto brutto”.
Perà fa un passo indietro: “Sono 10 anni che faccio il tesoriere e, quando sono entrata, c’era ancora il finanziamento pubblico che permetteva la copertura dei posti fissi. Quando è venuta meno, c’è stata una prima fase di difficoltà e già in quel caso facemmo una scelta attenta per una gestione più che oculata. Lo spirito è stato sempre quello di mantenere, fino alla fine, anche nelle difficoltà, il posto di lavoro delle due dipendenti.
La situazione poi si è fatta sempre più impegnativa specie dopo la débâcle del 4 marzo che ha generato prima di tutto il venir meno degli eletti sul territorio. Sulla federazione di Viterbo, poi, ha inciso anche la discussione tra due parti importanti del partito che ha generato dei danni, col fermo politico che è aumentato e una situazione già complicata.
C’è stata poi la dimissione completa di tutti gli organismi dirigenti della federazione, a partire dal segretario Egidi. Io l’ho fatto subito dopo, ma le mie sono dimissioni solo politiche e formali perché il tesoriere, comunque, non viene sostituito a meno che non ci sia un nuovo congresso. Da marzo a oggi quindi c’è stato a un blocco dell’attività politica, del versamento di sostentamento da parte di tutti e del tesseramento.
Mesi pesantissimi anche se abbiamo cercato in tutti i modi di aspettare, di aspettare la nomina del commissario e di trovare delle soluzioni. Ma per la situazione politica di oggi e per l’evolversi dei partiti, c’è probabilmente necessità di una ristrutturazione perché quel tipo di organizzazione a ora non è più sostenibile”.
Perà ammette di aver “dovuto fare delle scelte spiacevoli, che comunque ho cercato di condividere. Le due dipendenti sono state formalmente licenziate e il provvedimento è operativo dal primo ottobre. Sulla sede si sta cercando di capire una soluzione diversa ed economicamente meno impegnativa. E’ come in una società, ci sono scelte dovute nel momento in cui si presentano delle problematiche. Però il partito è comunque diverso perché ci sono anche delle scelte politiche.
Spero ora che chi ha avuto in passato e chi ha oggi cariche importanti nel partito, mi aiuti a risolvere la situazione, perché la federazione provinciale, per dieci anni, ha avuto un ruolo fondamentale per tutti e non solo per qualcuno. Come è giusto che sia, chi ne ha usufruito, deve aiutare a mantenere certe situazioni seppur in maniera diversa e ridotta.
Perà, con Alessio Trani, Pierluigi Bianchi e Carlo Postiglioni, è stata nominata dal commissario nazionale Andrea Rossi, nel comitato per il tesseramento.
Tornando al momento buio del partito, evita polemiche e spera che “oggi come oggi, dopo la sofferenza di questi mesi, ci si renda conto di come sia necessario smetterla con le discussioni per andare avanti. Sono dispiaciuta di aver dovuto interrompere il rapporto di lavoro, ma anche questo fa parte di un ciclo di cambiamento del partito sul territorio. Ringrazio le dipendenti per il lavoro fatto fino a questo momento e confido molto nel fatto che tutte le anime del partito, in questa situazione difficile, si uniscano e mi aiutino a far ripartire la federazione”.
