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A Mammagialla 54 detenuti su 100 sono stranieri

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Viterbo – La Tuscia è la seconda provincia del Lazio con la più alta percentuale di detenuti stranieri rispetto alla popolazione carceraria ospitata alla casa circondariale di Mammagialla. Trecentododici stranieri su 573 carcerati. Il 54%. Viterbo è seconda solo alla provincia di Rieti (60%). Terzo posto per Roma (45%), quarto e quinto per Frosinone (30%) e Latina (23%).

Si tratta di una delle più alte percentuali su tutto il territorio nazionale. Ben 22 punti percentuali sopra il dato italiano (32%) e 16 su quello laziale (38%).


Dati: Le statistiche del Ministero della giustizia – Gli stranieri a Viterbo


Lo straniero detenuto nel Lazio, oltre ad essere più della metà dei prigionieri di Mammagialla, nella maggior parte degli istituti ha meno di 40 anni e rappresenta il grosso di coloro che non hanno titoli di studio oppure sono analfabeti.

I dati sono pubblici e possono essere consultati da chiunque andando direttamente sul sito internet del Ministero della giustizia.

Non solo, ma rapportando il numero di detenuti presenti alla capienza registrata dall’istituto penitenziario e sottraendo da questo il dato degli stranieri carcerati, il problema del sovraffollamento sarebbe pressoché risolto per tutte le prigioni. Come se le galere fossero state pensate e progettate senza tener conto dei flussi migratori che hanno coinvolto il Paese, porta del Mediterraneo, nel corso degli ultimi anni.

Un sovraffollamento che, se così fosse, sarebbe di fatto dovuto a scarsa lungimiranza.

Ad esempio, togliendo la popolazione carceraria straniera, in Italia i detenuti sarebbero circa 41 mila a fronte di una capienza pari a più di 50 mila posti. Oggi i detenuti sono invece circa 60 mila. Stessa cosa per il Lazio e la provincia di Viterbo. Per la prima, si passerebbe da 6800 carcerati a 4222 con una capienza di 5270 posti. Nella Tuscia – la casa di Mammagialla è entrata in funzione all’inizio degli anni ’90 – da 573 a 261 per una capienza di 432 posti letto.

Nel Lazio il 94% della popolazione carceraria è maschile. Questo perché nella regione c’è di fatto un solo carcere femminile, il “Germana Stefania-Rebibbia” di Roma. Ad ospitare le donne sono poi altri tre carceri: Paliano in provincia di Frosinone, Latina e il nuovo carcere di Civitavecchia.

Tra i detenuti stranieri nel Lazio, le etnie prevalenti sono, nell’ordine di grandezza, quella romena seguita dall’albanese, dalla nigeriana, dalla marocchina e dalla tunisina.

Per quanto riguarda l’età, il 48% dei carcerati italiani ha meno di 40 anni, il 43% tra i 40 e i 60, il 7% è invece over 60. Di questi, rispettivamente, il 48, il 22 e il 6,5% è straniero. La situazione cambia quando si analizza il dato laziale. In tal caso, a fronte di una popolazione carceraria dove il 46% ha meno di 40 anni, il 40 meno di 60 e il 6,6 oltre 60, gli stranieri rappresentano il 54% degli under 40, il 29 dei 40-50enni e il 12 degli ultra sessantenni.

Infine il dato sui titoli di studio. Nelle carceri italiane, il 3,3% dei detenuti è senza titolo di studio oppure analfabeta. Oltre il 67% è straniero. Soltanto l’1% è laureato, il 27% è straniero, il 7% ha un diploma di scuola media superiore (25% straniero), l’1% ha ottenuto l’attestato da parte di un istituto professionale (28% straniero), il 31,8% ha preso il diploma delle medie (18% straniero) e l’11% ha la sola licenza elementare. 

Nel Lazio, i prigionieri stranieri senza titolo di studio o analfabeti rappresentano il 63% dei carcerati. Sempre a livello regionale, lo 0,9% è laureato (20% stranieri), il 7,7% diplomato (22% straniero), lo 0,7 ha un attestato professionale (26% straniero), il 18 ha la licenza media (21% straniero) e il 5,2 soltanto quella elementare. In quest’ultimo caso, il 26% è straniero.


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