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Manganellate al Murialdo, madre testimone al processo contro il figlio

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Viterbo - La polizia davanti al tribunale

Viterbo – La polizia davanti al tribunale

Viterbo – (sil.co.) – Manganellate al Murialdo, sarà processato col rito abbreviato condizionato all’audizione delle vittime, la mamma e un passante, il 28enne viterbese arrestato lo scorso 30 settembre per avere preso a bastonate un anziano mentre stava litigando in strada con la madre che voleva riportarlo a casa. 

Il giovane, una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, era sottoposto a sorveglianza speciale, dopo un periodo ai domiciliari, con l’obbligo di dimora nella propria abitazione dalle 21 alle 7 del mattino.

Il giudice Gaetano Mautone, convalidando il fermo la mattina successiva, lo ha spedito dritto in carcere,  da dove ieri il 28enne è stato condotto in tribunale scortato dalla penitenziaria.

Il difensore Domenico Gorziglia, sottolineando la dipendenza da alcol e stupefacenti dell’imputato, per cui non ha potuto avviare un percorso di recupero al Sert a causa dei diversi arresti  in carcere, ha chiesto preliminarmente una perizia psichiatrica per chiarire se il 28enne fosse in grado di intendere e di volere al momento della violenta aggressione, se sia socialmente pericoloso e se sia in grado di stare a giudizio. 

Ma il giudice ha rigettato la richiesta, nonostante tre certificati del pronto soccorso di Belcolle, alle cui cure sarebbe ricorso più volte tra il 2015 e il 2017, e la presa incarico dal Sert, anche se senza diagnosi per via dei guai giudiziari. “Dalla documentazione – ha spiegato il magistrato – non si evince che ci sia un’affezione psichiatrica tale da pregiudicare la capacità psichica dell’imputato”. 

L’episodio del 30 settembre è avvenuto in via Monte Cervino nella tarda serata di domenica, attorno alle 20, quando il giovane si sarebbe scagliato contro la madre che, preoccupata per la piega presa dalla serata, gli avrebbe intimato: “Smettila di bere e vieni a casa”.

A farne le spese un passante di 75 anni, colpito con un bastone telescopico e medicato al pronto soccorso con una prognosi di sette giorni e anche uno dei poliziotti della volante intervenuti per salvarlo e soccorrere la vittima, 

L’uomo, intervenuto a lite già iniziata e in procinto di prendere le difese della madre dell’imputato quando è stato barbaramente aggredito, sarà sentito al processo, come chiesto dal pm Cristiano Ricciutelli.

E’ stato invece lo stesso difensore Gorziglia a chiedere l’audizione della madre: “L’unica presente al momento dei fatti, che può spiegare la prima aggressione, che il mio assistito nega”, ha detto il legale chiedendo l’abbreviato, che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena.

All’udienza di convalida del primo ottobre l’avvocato Gorziglia aveva chiesto per il suo assistito i domiciliari col braccialetto elettronico.

Ma alla luce dei precedenti, il giudice ha accolto la richiesta della misura di custodia cautelare in carcere dove si trova tuttora in attesa del processo per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate dall’uso di arma proibita che sarà celebrato il prossimo 23 novembre, alle ore 13 nell’aula 4 della sezione penale del tribunale di Viterbo.


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