Viterbo – Si è avvalso della facoltà di non rispondere l’operatore tecnico assistenziale ai domiciliari dal 9 ottobre con l’accusa di violenza sessuale in seguito alle denunce di tre pazienti sulla quarantina di una casa di cura.
Il giovane, 26 anni, è comparso questa mattina davanti al giudice per le indagini preliminari Francesco Rigato accompagnato dal difensore Andrea Trasarti per l’interrogatorio di convalida.
Un interrogatorio lampo dal momento che l’indagato ha deciso, per il momento, di non rispondere alle domande del magistrato.
L’indagine della squadra mobile è coordinata dal sostituto procuratore Eliana Dolce.
