Red Bud (Stati Uniti) – Nel mondo del motocross, chi riesce a vincere almeno una volta il Cross delle Nazioni ha un posto di diritto nella leggenda dello sport. Alessandro Lupino e il team Italia, con il successo clamorosamente sfiorato ieri a Red Bud, negli Stati Uniti, si fermano proprio sulla soglia dell’immortalità.
L’edizione 2018 del mondiale a squadre, senza dubbio la gara più seguita e prestigiosa dell’anno, consegna alla storia una prestazione maiuscola del pilota di Viterbo, capace di trascinare per lunghi tratti la formazione italiana verso un risultato destinato a rimanere comunque negli annali del motocross azzurro.
Lupino, insieme a Tony Cairoli e Michele Cervellin, porta il tricolore al secondo posto finale, a soli due punti dall’oro conquistato dall’imbattibile Francia, giunta al quinto successo consecutivo. Il miglior risultato per l’Italia del cross da ben 16 anni a questa parte. Forse il più bello di sempre, se si esclude la grande vittoria del 1999.
Nel programma di gare, Lupino scende in pista nella seconda e nella terza manche. In gara-2 scatta secondo, ma uno sfortunato contatto con l’olandese Coldenhoff lo fa precipitare di colpo in fondo al gruppo. In mezzo al fango e alla bagarre, l’alfiere delle Fiamme Oro si fa largo come può e risale fino alla dodicesima posizione, davanti proprio al compagno Cervellin.
Nella terza e conclusiva manche, Lupino è in pista col capitano azzurro, Tony Cairoli. I due s’inventano una partenza meravigliosa, al primo e secondo posto, e per circa metà gara mantengono piazzamenti che permettono all’Italia di guidare la classifica per nazioni.
Nel finale, però, il rimontante francese Paulin supera entrambi gli italiani. Solo a quel punto Lupino fa passare Cairoli, nell’estremo tentativo del capitano di ri-superare il rivale d’Oltralpe, ma l’impresa non riesce per pochi metri. Al traguardo la Francia è campione del mondo, con l’Italia seconda per appena due punti.
Nonostante il rammarico per il grande risultato svanito, la squadra azzurra si merita applausi a scrosci. La formazione guidata dal ct Traversini, infatti, partiva con l’obiettivo di piazzarsi tra le prime cinque, con un pensierino possibilista alla zona podio. Lottare addirittura per la vittoria finale sembrava fuori portata.
Invece è stato proprio Lupino, coi suoi risultati sopra le righe, a permettere all’Italia di cullare il sogno più bello. Se non ci fosse stato il beffardo contatto al via della seconda manche, magari Alessandro sarebbe riuscito a fare anche quel pizzico in più che sarebbe bastato per vincere. Ma la leggenda, si sa, non si scrive coi condizionali. E allora accontentiamoci della storia, che è comunque tanta roba.
Alessandro Castellani
