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Viterbo - Duro attacco di Enrico Panunzi contro chi ha chiesto la sua sospensione dal partito - L'occasione è stata la presentazione della candidatura di Bruno Astorre a segretario regionale

“Nel Pd c’è chi dice “io so’ io e voi non siete un cazzo””

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Viterbo - Enrico Panunzi

Viterbo – Enrico Panunzi

Viterbo - La presentazione della candidatura di Bruno Astorre

Viterbo – La presentazione della candidatura di Bruno Astorre

Viterbo - Bruno Astorre

Viterbo – Bruno Astorre

Viterbo - La presentazione della candidatura di Bruno Astorre

Viterbo – La presentazione della candidatura di Bruno Astorre

Viterbo - Emanuela Benedetti

Viterbo – Emanuela Benedetti

Viterbo - Francesco Serra

Viterbo – Francesco Serra

Viterbo - Alessandro Mazzoli

Viterbo – Alessandro Mazzoli

Viterbo - Alessandra Troncarelli

Viterbo – Alessandra Troncarelli

Viterbo – (dan.ca.) – Sassaiola fitta e intensa. Chi si aspettava il sassolino dalla scarpa s’è sbagliato. E di grosso. “In questi ultimi mesi – ha detto il consigliere regionale Enrico Panunzi – nel Pd c’è stato chi ha detto ‘io so’ io e voi non siete un cazzo’. Ecco, non è più possibile stare in un partito in cui c’è gente che dice queste cose”.

L’occasione è importante. La presentazione della candidatura di Bruno Astorre a segretario regionale del partito. A Viterbo, alla Corte delle Terme. Il 25 novembre ci sono le primarie e tutti, anche i non iscritti, possono votare. Assieme a Panunzi ci sono anche Emanuela Benedetti, candidata a segretario provinciale all’ultimo congresso nella Tuscia, l’assessora regionale Alessandra Troncarelli, l’ex deputato Alessandro Mazzoli e il consigliere comunale Francesco Serra. Panunzi, Serra e Mazzoli sono stati sospesi dal partito per non aver sostenuto alle amministrative viterbesi la candidatura a prima cittadina di Luisa Ciambella, sponsorizzata da Giuseppe Fioroni.

Il riferimento è invece alle sospensioni decise dalla commissione di garanzia e agli scontri interni che hanno caratterizzato la compagine democratica viterbese lungo tutto l’arco dell’anno. Dalla sconfitta alle politiche di marzo a quella di giugno quando i candidati del partito democratico non sono arrivati nemmeno al ballottaggio per il posto da sindaco a Viterbo. I nomi di Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni non vengono mai pronunciati. Ma la loro presenza è palpabile.

Non solo Panunzi. Anche gli altri interventi non sono stati da meno. Per Emanuela Benedetti, “la decisione della commissione di garanzia è stata a dir poco lacerante”. Secondo Troncarelli “il Pd di Viterbo è diventato ormai un partito dove il noi ha lasciato il posto a un egocentrismo cattivo”. Serra sottolinea invece l’emorragia di iscritti “andati da chi li ascoltava. Ad esempio la Lega, probabilmente più brava di noi”. Pure Mazzoli alza la voce. “Dopo le lezioni del 4 marzo all’interno del partito non c’è stata né riflessione, né reazione. Nessuno che abbia detto che siamo ancora in campo, pronti a cambiare rotta”.

Davanti a loro molti sindaci, da tutta la provincia. In sala ci sono anche Eugenio Stelliferi di Caprarola, Mirko Luzi di Castiglione in Teverina e il consigliere comunale a Palazzo Priori Alvaro Ricci.

“Non posso stare in un partito – ha poi ribadito il consigliere regionale – in cui ci sono vittime e carnefici. In un Pd dove si deve fare a coltellate oppure andare in giro armati. È quello che sta succedendo. Un partito con steccati e confini difesi da guardie armate che però rischiano di fare la stessa fine che hanno fatto i capponi per l’Azzeccagarbugli nei Promessi sposi di Alessandro Manzoni. E abbiamo perso le elezioni perché abbiamo sentito con fastidio il rapporto con le persone”.

Panunzi è chiaro, e come sempre non lascia spazio a interpretazioni. La sala è tutta per lui. Diversi gli applausi che accompagnano il suo intervento, mentre il tono della voce si alza. Senza metafore, dritto al punto. “La sera che lo hanno sospeso – ha ricordato Astorre – ci siamo visti. Incazzatura e senso di umiliazione erano veramente profondi”. 

Ma Panunzi promette che, laddove dovesse prendere in mano il partito viterbese, “non ci saranno ritorsioni. Stiamo nel Pd – ha sottolineato il consigliere regionale – per combattere il governo della Lega e dei Cinque stelle non per occupare le segreterie. Oggi non c’è più niente da spartire. Dobbiamo invece uscire in mare aperto e imbarcare più gente possibile. Dobbiamo tornare a fare militanza”.

Una sassata bella e buona Panunzi la tira anche contro chi parla male della Regione di Nicola Zingaretti. “È quasi un anno che esponenti del Pd dicono male della Regione e del suo presidente. Nessuna ciarla e nessun ciarlatano potranno mai dire male di chi in cinque anni ha ribaltato una situazione sull’orlo del baratro”. E a chi accusa la maggioranza alla Pisana di reggersi anche sui voti dei grillini, Panunzi risponde di non essersene “mai accorto. Noi governiamo solo con chi vuole dare al territorio una possibilità di sviluppo. Il 25 novembre – ha concluso – dobbiamo portare la gente a votare. Contro il clima irrespirabile che c’è dentro al Pd e per decidere quale partito vogliamo. Astorre è la prima tappa. Zingaretti la seconda”. Per conquistare infine la segreteria nazionale. “Identici e uguali. In fiducia ed onestà, cacciando via la mala fede”.

Daniele Camilli

 


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31 ottobre, 2018

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