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“Poniamoci sempre il dubbio di chi abbiamo davanti”

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La comandante dei carabinieri Anna Patrono su Rai 3 per parlare di truffe porta a porta

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Civita Castellana – “Poniamoci sempre il dubbio di chi abbiamo davanti”. La comandante della compagnia dei carabinieri di Civita Castellana Anna Patrono è stata ieri ospite del programma “Mi manda Raitre” condotto da Salvo Sottile. Per parlare di truffe porta a porta e le loro vittime. Spesso anziani e spesso soli.

“Le cronache – ha detto Sottile – raccontano di truffe all’ordine del giorno”. Sullo schermo vengono proiettati i titolo di alcuni giornali. “Siamo gli addetti alla differenziata, ma sono truffatori”. “Le offrono elettrodomestici scontati: è una truffa”. “Anziana truffata, il finto avvocato e la finta assistente rubano tutto l’oro”.

Patrono ha parlato di queste “nuove strategie” per ingannare le vittime e delle tecniche più diffuse.

“Ultimamente – ha tetto la maggiore Patrono – le truffe più diffuse, che vanno a colpire la fascia più debole degli anziani, sono fatte da finti avvocati, finti tecnici della Asl, del gas o dell’acqua. Purtroppo anche finti carabinieri. Riescono in qualche modo a convincere l’anziano a farsi donare cifre di denaro, anche ingenti, specie per quelli che vivono di sola pensione, convincendoli del loro ruolo”.

Truffa del finto tecnico, Truffa del cambio del contatore, Truffa del finto carabiniere/avvocato, Truffa dell’abbraccio, quelle più comuni.

Sottile ha chiesto se ci fossero se o meno differenze nell’approccio alla vittima tra una provincia e l’altra. “No purtroppo – dice Patrono -, nel senso che l’approccio alla vittima parte sempre dal presupposto di andare a toccare quello che è l’intimo della persona con cui ci si relaziona.

L’anziano in città è abituato a essere diffidente nei confronti dell’estraneo, mentre in provincia questa diffidenza viene meno, anche se l’estraneo si riconosce subito.

La capacità del truffatore sta proprio nel creare quel momento di empatia o creare quella sensazione di malessere nel truffato”.

Andrea Sales – Psicologia dell’Università di Padova – ha provato a spiegare i meccanismi che spingono ad aprire la porta e a fidarsi di uno sconosciuto

“Il truffatore – ha detto Sales – è una persona attenta e sensibile sa cogliere le vulnerabilità della vittima e in particolare  dell’anziano, che sono la solitudine, il bisogno di avere qualcuno vicino e quello di essere rassicurato su alcune cose. Un cavallo di Troia che va ad aprire la porta di casa e quella delle parti più intime. Si istaura una relazione di fiducia e il truffatore usa stratagemmi come quello di essere vestito bene per avere credibilità o riconoscibilità, magari con la divisa o la tuta da tecnico, che sono famigliari e per cui l’anziano pensa che sia ok”.

Patrono è tornata poi sui particolari che possono aiutare le potenziali vittime a riconoscere un malintenzionato.
“Tendenzialmente – ha spiegato la maggiore – il truffatore cerca sempre di preannunciare un evento, positivo o negativo, che sta accadendo o che è accaduto, nel caso dell’incidente di un amico carissimo, un figlio o un parente prossimo.

Per evitare, è sempre bene porsi il dubbio di chi abbiamo davanti.

Spesso è successo di trovarsi di fronte truffatori che si sono detti carabinieri e si sono presentati in abiti civili. Le forze di polizia non lo fanno quasi mai e hanno quasi sempre la macchina di servizio. Nel dubbio, dunque, è meglio chiamare il 112. Una chiamata in più con cui possiamo, in questo caso, aiutare”. 


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