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Shopping e piscina, incastrati da video e foto gli assenteisti di psichiatria

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La cittadella della salute, sede della Asl

La cittadella della salute, sede della Asl 

La conferenza stampa - Il procuratore capo Paolo Auriemma (al centro) con a destra il colonnello Palma e il maggiore Egidio e a sinistra il pm Pacifici

La conferenza stampa – Il procuratore capo Paolo Auriemma (al centro) con a destra il colonnello Palma e il maggiore Egidio e a sinistra il pm Pacifici

La conferenza stampa - Il pm Franco Pacifici

La conferenza stampa – Il pm Franco Pacifici

La conferenza stampa - Il colonnello Giuseppe Palma

La conferenza stampa – Il colonnello Giuseppe Palma

Viterbo – Furbetti del cartellino alla Asl, nel giro di un paio d’anni la procura ha fatto strage di oltre una ventina di assenteisti colpiti da provvedimenti di natura penale.

Pochi rispetto al mare magnum del personale sanitario. Troppi per passarla liscia. 

Gli ultimi sono i tre dottori e l’assistente sociale in forza al servizio psichiatrico della cittadella della salute, alle Pietrare, sospesi da un minimo di sei a un massimo di dieci mesi dal gip del tribunale di Viterbo, l’11 ottobre, su richiesta della procura.

Tutti tranne uno devono rispondere di truffa aggravata e falsa attestazione in servizio. Fa eccezione uno dei medici che, essendo responsabile di struttura complessa, non è tenuto a osservare un orario di lavoro, per cui gli viene contestata la sola falsa attestazione in servizio. 


Articoli: Asl: “Adotteremo tutte le misure previste, fino al licenziamento” –  Servizio psichiatrico, sospesi quattro sanitari per assenteismo


Uno degli indagati, di sicuro, piuttosto che stare al lavoro andava abitualmente a fare il bagno alle terme. 

Le acque sulfuree gli avranno giovato alla salute, ma non a sfuggire ai riflettori del nucleo investigativo dei carabinieri, guidati dal maggiore Marcello Egidio e coordinati dal pm Franco Pacifici. 

Telecamere nascoste al timbracartellino, pedinamenti non appena “saltato il tornello” uscendo un minuto dopo, book fotografici “personalizzati”, riscontri documentali, ma anche sommarie informazioni da decine di utenti delusi, arrabbiati e amareggiati per le carenze del servizio hanno fatto il resto. 

E su cosa facessero invece di essere al lavoro potrebbero aprirsi delle scommesse. Al supermercato nella migliore delle ipotesi. 

Ad aprire la serie sono stati la ventina di indagati del centro trasfusionale dell’ospedale di Belcolle dei quali si è saputo a fine gennaio 2017, quando per alcuni di loro è arrivata la sospensione dal servizio chiesta dalla pm Paola Conti. Dopo aver timbrato, c’era chi andava a fare la spesa e chi alle recite dei figli. Tra loro la dirigente, licenziata in tronco dall’azienda sanitaria. 

Sono invece stati sospesi dal servizio appena una decina di giorni  fa i tre medici di guardia assenteisti di Vetralla, due uomini e una donna, scovati dai militari del Nas dei carabinieri, coordinati ancora una volta dal pm Franco Pacifici. Non solo andavano al supermercato o al bar in orario di lavoro, ma avrebbero anche fatto ambulatorio privatamente, non essendo dipendenti della Asl. La loro situazione potrebbe aggravarsi in seguito alle numerose denunce circostanziate di utenti che, trovandosi in emergenza sanitaria, avrebbero rischiato grosso sul fronte della salute.


Al servizio psichiatrico quattro sospensioni e decine di indagati

Le indagini al dipartimento salute mentale della cittadella della salute sono partire a dicembre dell’anno scorso, alla vigilia delle festività di fine anno. Periodo propizio per assentarsi. E sono proseguite a tamburo battente fino alle quattro misure interdittive. 

“Ma ci sono anche altri indagati, per i quali non è stata disposta la misura cautelare della sospensione dal lavoro”, hanno spiegato il comandante provinciale dei carabinieri Giuseppe Palma e il procuratore capo Paolo Auriemma, sottolineando la stretta collaborazione con la direzione strategica della Asl.

Guai a parlare di punta dell’iceberg. Semmai l’opposto. “E’ un fenomeno importante, ma proprio alla luce di queste tre indagini, possiamo dire che il grosso degli operatori sanitari fa il proprio lavoro e anche di più. Venti-venticinque persone su un totale di tremila che lavorano alla Asl di Viterbo sono davvero un numero minimo, guai a generalizzare”, hanno detto il maggiore Egidio e il pm Pacifici. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


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