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“Solidarietà agli operatori balneari costretti a smontare le strutture”

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Montalto di Castro - Un chiosco in spiaggia

Montalto di Castro – Un chiosco in spiaggia

Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – “Esprimo la mia totale solidarietà a tutti gli operatori balneari del nostro territorio che, come riportano voci di corridoio, entro il 31 ottobre, quindi tra meno di un mese, quasi sicuramente saranno costretti a smontare le strutture comunemente conosciute come chioschi con disagi importanti sia da un punto di vista logistico, sia per le ingenti spese che si troveranno a sostenere per lo smontaggio e il successivo rimontaggio a primavera con l’inizio della stagione turistica”.

A intervenire è Stefano Sebastiani, referente di Liberi e uguali per Montalto e Pescia Romana.

“Il rischio enorme – continua -, parlando con gli stessi operatori, è che, una volta smontate, le strutture non saranno più utilizzabili dato che il 90% è costituito da legno. Per un comune come Montalto di Castro, dove il turismo balneare è prettamente estivo, queste spese andranno ad incidere drasticamente sui conti degli operatori. Nei giorni passati il vicesindaco del comune di Montalto di Castro è apparso sui giornali con un articolo il cui senso era quello di rassicurare gli operatori sul fatto che le strutture non sarebbero state smontate.

Si leggeva di interventi concreti e massivi, oltre ad un tavolo di discussione con i vari Enti, che lasciavano intravvedere il buon esito. Invece, purtroppo, l’esito è stato nefasto! Ciò che il vicesindaco non ha detto è che l’esito era scontato. Infatti mi meraviglio che il vicesindaco, per il ruolo che ricopre, non menziona nel suo articolo il Ptpr (Piano territoriale paesistico regionale) , di cui sicuramente era al corrente e che obbliga tassativamente lo smontaggio delle strutture. Perché allora la farsa dell’articolo rassicurante? Non vorrei fosse un lavarsi le mani accusando poi la regione o la provincia. Ancora una volta la politica del ci penso io mira ad avere consensi ma in pratica non produce nulla di concreto e positivo. Ancora una volta si fa politica sulla pelle dei lavoratori. Parafrasando il filosofo Fromm: è meglio essere dei buoni amministratori o apparire dei buoni amministratori? Il nostro comune ha necessità dei primi ma purtroppo si ritrova i secondi”.

Liberi e uguali


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