Bolsena – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio Equitani, sindaco di Bolsena, condivido le preoccupazioni che lei ha espresso il 24 settembre nella sua conferenza pubblica e le preoccupazioni di Marzia Marzoli che è intervenuta quale esponente del sindacato Balneari durante la conferenza.
Risulta che i lavori sul collettore non sono terminati e quelli sul depuratore non sono neppure iniziati.
Giunge dalla stampa l’incredibile notizia che i lavori sono stati interrotti perché il budget per le stazioni di pompaggio è esaurito. Speriamo si trovi presto una soluzione dato che continuano gli sversamenti di liquame nel lago.
A nostro parere quando i lavori saranno terminati si potrà forse dire che finalmente il problema della balneazione e del turismo sono stati risolti, ma certamente non quello dell’eutrofizzazione. Il danno, che è al limite del disastro ambientale, è già stato fatto durante tanti anni di rinvio dei lavori: una grande quantità di fosforo proveniente principalmente dagli sversamenti fognari si è ormai accumulata nel lago.
Dopo che i lavori saranno conclusi, non è certo se si arresterà il processo di eutrofizzazione in atto, né tanto meno potrà essere ripristinato lo stato ecologico del lago in tempi ragionevoli.
Gli interventi necessari per ottenere un ipotetico ripristino non riguardano solo il collettore, per il quale occorrono comunque lavori aggiuntivi, ma anche le fognature comunali, il litorale a ponente rimasto senza collettore, l’abusivismo e l’agricoltura.
In tutta la Regione Lazio, l’ambiente non è una priorità: noccioleti attorno ai laghi, acque e fogne disastrate, la geotermia potenzialmente ovunque.
Per quanto riguarda la tutela del nostro lago si ha l’impressione che la Regione Lazio non sia propensa a investire risorse. Forse perché la nostra comunità rappresenta solo lo 0,3% del bacino elettorale laziale?
La Regione è un muro di gomma: non siamo stati ricevuti quando ci siamo presentati nel 2010 con un pacco contenente 14mile firme di cittadini che chiedevano la tutela del lago. Neppure abbiamo avuto la minima risposta alle innumerevoli lettere che da allora, per otto anni, abbiamo inutilmente inviato agli organi regionali competenti.
Il 9 settembre abbiamo inviato via legalmail agli assessori Enrica Onorati e Mauro Alessandri una ennesima richiesta per avere un colloquio, ma anche questa volta siamo stati ignorati.
Gentili assessori, se ci siete, vogliate cortesemente battere un colpo, noi siamo e saremo sempre disponibili per un rapporto costruttivo teso a ripristinare lo stato ecologico del lago la cui evoluzione conosciamo bene, come potete constatare leggendo il contenuto e i links della conferenza Inspire, più sotto indicata. Considerateci una risorsa invece di un disturbo.
Dalla parte dei cittadini esiste la direttiva Europea water framework directive 2000/60/CE relativa alla tutela delle acque.
Le disposizioni corrispondenti, recepite dalla legislazione Italiana, sono nel decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, Art 77. Il decreto impone che i laghi, che erano in stato “sufficiente” nel 2008 debbano raggiungere lo stato “buono” nel 2015.
Nel nostro caso è accaduto l’inverso, il lago che nel 2008 era nello stato “buono” è attualmente degradato a “sufficiente”. Il D.L.152 impone l’urgente inversione a “buono”.
Ci siamo formalmente rivolti alla Commissione europea chiedendo che tale legge venga applicata. Ci siamo anche rivolti al prefetto di Viterbo affinché intervenga sulla Regione per evitare che l’Italia subisca penalità per imbarazzanti inadempienze ambientali. Copia della lettera al prefetto è stata inviata al presidente della Provincia Pietro Nocchi che potrebbe intervenire avvalendosi degli ottimi tecnici della sua amministrazione.
Risulta infine che le procure di Viterbo e di Civitavecchia stanno da tempo indagando sul degrado del lago: attendiamo le conclusioni.
Ad Anversa abbiamo partecipato alla conferenza Inspire per parlare del lago di Bolsena. Con l’occasione abbiamo chiesto alla Commissione europea di “adottare” il nostro lago come simbolo dell’efficacia delle leggi di origine europea per la tutela dell’acqua.
Per quanto riguarda la geotermia ci siamo attivati per fornire un’ampia documentazione tecnica riferita all’impianto di Castel Giorgio in Umbria e relativa agli impianti previsti attorno al nostro lago, la cui approvazione è stata rinviata grazie alla moratoria di sei mesi deliberata dalla Regione Lazio.
La nostra documentazione contraria all’impianto di Castel Giorgio è stata inserita nel fascicolo che i comuni di Castel Giorgio, Orvieto, Castel Viscardo, Bolsena, Acquapendente e Montefiascone hanno trasmesso al consiglio dei ministri, tramite un legale da loro incaricato.
Fanno benissimo i sindaci ed i cittadini a protestare, è una indispensabile forza democratica che nasce dal basso, Noi, quale parte della cittadinanza attiva, protestiamo, allertiamo, informiamo, istruiamo i giovani nelle scuole e monitoriamo continuamente lo stato del lago.
Lavoriamo essenzialmente dal basso a fianco dei sindaci e della cittadinanza. Contestualmente, per essere ascoltati ed evitare le solite disattese promesse, abbiamo ritenuto necessario sollecitare l’autorevole intervento della Ue. Stiamo facendo la nostra parte per salvare il lago di Bolsena, il fiume Marta e il litorale di Tarquinia.
Ricordiamo agli organi competenti che secondo l’articolo 452 del Codice Penale costituisce disastro ambientale l’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema, o quando l’eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile con provvedimenti eccezionali, in particolare quando il danno è prodotto in un’area protetta.
Piero Bruni
A nome delle associazioni Lago di Bolsena, Lago di Bolsena lago d’Europa (Bleu) e La Porticella
